C'è chi usa l'Arborio, chi il Roma, chi il Sant'Andrea e ancora più spesso la scelta ricade sul Carnaroli, varietà con chicchi grandi e consistenti particolarmente resistente alla cottura che perciò si mantiene sempre al dente.
Il riso italiano della categoria Japonica (in cui rientrano tutte le varietà elencate), è il più indicato per la preparazione di sontuosi risotti.
Un risotto preparato con un Carnaroli Classico è decisamente preferibile a uno stesso piatto fatto con Basmati o, in generale, un riso proveniente da altri Paesi.
I chicchi hanno tanti spazi vuoti tra un granulo e l'altro di amido, e questi spazi consentono di assorbire acqua e quindi condimenti e sapore che poi creano la cremina tipica dei risotti.
Il Carnaroli, l'Arborio, il Roma e gli altri risi italiani hanno granuli di amido meglio distanziati che assicurano il risotto perfetto.
Un milanese doc, per esempio, per il riso giallo non ha dubbi e usa l'Arborio, che ha un chicco grande e perlato che assorbe moltissima acqua aumentando di volume.
C'è anche un folto gruppo di appassionati del piatto lombardo che invece preferisce la consistenza sempre al dente del Carnaroli.