La pizza napoletana nella Napoli del XVI secolo, una focaccia di galette veniva comunemente chiamata pizza.
Conosciuto come il piatto per i poveri, veniva venduto per strada e conobbe in fretta un gran successo, fino a diventare un piatto amato anche dai nobili borbonici.
La pizza rimase tipicità napoletana, e attrazione turistica per la città partenopea, fino agli inizi del ‘900, quando iniziò lentamente a diffondersi anche nel resto dello stivale.
Tuttavia, non arrivò al settentrione fino al secondo dopoguerra, così come nel resto del mondo, complici i forti flussi migratori che dalla Campania spinsero moltissime persone a cercare fortuna in altri stati e continenti.
Deriverebbe da pinsa (dalla lingua napoletana)participio passato del verbo latino pinsere oppure del verbo "pansere", cioè pestare, schiacciare, pigiare.
Deriverebbe da pita ovvero la pietanza mediterranea e balcanica, in greco πίττα, derivato da πεπττος ossia "infornato".
Deriverebbe dal termine ebraico o da quello arabo usato per chiamare il pane o la focaccia.
Deriverebbe dall'antica parola germanica “bizzo” o “pizzo” dal significato di "morso", (in relazione anche alle parole inglesi "bit e bite"), termine importato in Italia nella metà del VI secolo durante l'invasione dei Longobardi.
Questa etimologia è quella più accreditata secondo l'Oxford English Dictionary, anche se non è stata definitivamente confermata.