Aggiungete un’acciuga o due in base alla quantità e frullate con un frullatore a immersione.
Unite al pesto che avete un po’ di ricotta, magari di bufala, e lasciata scolare per bene.
Optate per quella che si vende al banco dei formaggi, non quelle confezionate: è decisamente migliore.
Potreste far tostare una manciata di pinoli in forno statico a 200°C, per poi usarli interi per impiattare il classico piatto di pasta col pesto.
Aggiungete al condimento una bella grattugiata di pecorino romano, di media stagionatura: il sapore vola, riconoscibile tra mille, e tirerebbe su il gusto nel complesso.
Potete anche aggiungere la nota dolce del pomodorino frullandolo con un po’ d’acqua di cottura, trasformando di fatto la vostra salsa verde.
Patate e fagiolini, cotti nell’acqua della pasta sono tipicamente aggiunti alle trofie al pesto, come dimostrano nonne e trattorie genovesi: aggiungerli al vostro barattolo di salsa pronta rovesciata su trofie o spaghetti potrebbe addirittura regalarvi la sensazione di star mangiando un pesto fresco.
Stemperate il pesto pronto con dell’acqua di cottura, quindi aggiungete un’acciuga o due in base alla quantità e frullate con un frullatore a immersione.
Un po’ di mascarpone: vellutato, bello grasso, cremoso, da usare con parsimonia per non coprire del tutto il pesto.
Aggiungete un ciuffetto di basilico, versate a crudo un filo di olio extravergine di oliva spremuto a freddo e l’illusione di aver servito un piatto migliore è assicurata.
Potreste aggiungere al condimento una bella grattugiata di Parmigiano: il sapore vola, riconoscibile tra mille, e tirerebbe su il gusto nel complesso.