Quando non mangiare gorgonzola?
Eliminare la crosta prima del consumo rappresenta pertanto una buona procedura di prevenzione per la tutela della salute.
In tutte le fasi produttive, fino al termine della maturazione in casera, la crosta entra in contatto con l’ambiente e si può sporcare e/o contaminare.
La crosta del formaggio, nel caso del formaggio Gorgonzola, partecipa ai processi di maturazione, ma questo nulla toglie al fatto che rimanga, a fine maturazione, esposta nel corso di tutta la sua vita commerciale al contatto con l’ambiente che, teoricamente, potrebbe essere fonte di numerosi pericoli, non solo di origine microbiologica.
Sette anni fa venne accolta la richiesta di modifica del Disciplinare di Produzione, o meglio la puntualizzazione, richiesta dal Consorzio Gorgonzola che obbliga i produttori a riportare in etichetta la dichiarazione di non edibilità della crosta del formaggio.
Evidenze sperimentali suggerivano come, anche se saltuariamente, viste le caratteristiche della crosta disacidificata di questo particolare formaggio, potesse presentarsi il rischio di presenza di microrganismi indesiderati.
Presa coscienza di questo rischio, i produttori, oltre a mettere in pratica differenti iniziative tecnologiche volte alla riduzione del rischio specifico, al fine di garantire la sicurezza hanno preferito indicare al consumatore un preciso comportamento, l’eliminazione della crosta, che aumenta la sicurezza di consumo del prodotto.
Con la sicurezza è comunque meglio esagerare.
L’informazione del consumatore è da considerarsi infatti uno dei cardini del “sistema di sicurezza della filiera alimentare”.