Stemperate il pesto pronto con dell’acqua di cottura, quindi aggiungete un’acciuga o due in base alla quantità e frullate con un frullatore a immersione. Se volete restare “leggeri”, unite al pesto che avete un po’ di ricotta, magari di bufala, e lasciata scolare per bene. Optate per quella che si vende al banco dei formaggi, non quelle confezionate: è decisamente migliore. Per dare una marcia in più all’insieme, potremmo imboccare una strada alternativa e aggiungere al condimento una bella grattugiata di pecorino romano, di media stagionatura: il sapore vola, riconoscibile tra mille, e tirerebbe su il gusto nel complesso. Aggiungete un ciuffetto di basilico, versate a crudo un filo di olio extravergine di oliva spremuto a freddo e l’illusione di aver servito un piatto migliore è assicurata. Patate e fagiolini, cotti nell’acqua della pasta sono tipicamente aggiunti alle trofie al pesto, come dimostrano nonne e trattorie genovesi: aggiungerli al vostro barattolo di salsa pronta rovesciata su trofie o spaghetti potrebbe addirittura regalarvi la sensazione di star mangiando un pesto fresco.