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Quando non si deve mangiare il pomodoro?

Alighieri Vitali
Alighieri Vitali
2025-08-20 02:27:12
Numero di risposte : 26
0
Il consumo non comporta di solito alcun effetto collaterale se mantenuto entro i già detti 200 grammi di pomodori per pasto. Dovrebbero tuttavia astenersene le persone che soffrono di allergia al nichel, soffrono di allergia alle solanacee abbiano patologie renali soffrono malattia da reflusso gastroesofageo. Un consumo eccessivo di pomodori può infatti provocare reflusso gastroesofageo, dovuto all’azione dei succhi gastrici che raggiungono la parete dell’esofago, con conseguenti dolori al torace e una sensazione di bruciore allo stomaco reazioni allergiche, dovute a forti reazioni del sistema immunitario ai cosiddetti allergeni formazione di calcoli renali, definibili come pietre dalle dimensioni di pochissimi millimetri che possono depositarsi nei reni in soggetti predisposti o per un eccessivo consumo di Sali minerali ed una scarsa idratazione arrossamento della pelle, per eccesso di licopene diarrea dolore alle articolazioni.
Lisa Guerra
Lisa Guerra
2025-08-11 16:21:15
Numero di risposte : 9
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Il consumo di pomodoro può più interferire con l’assunzione di farmaci diuretici. In presenza di dubbi è sempre meglio rivolgersi al proprio medico. Molto diffusa è inoltre l’allergia a questa verdura, che può manifestarsi con vari sintomi che vanno da problemi gastrointestinali a manifestazioni di tipo cutaneo. Il consumo del pomodoro può provocare disturbi di natura gastrointestinale come bruciore di stomaco o reflusso gastroesofageo.

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Silverio Ferri
Silverio Ferri
2025-08-05 13:11:18
Numero di risposte : 22
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Non c'è alcuna controindicazione per il consumo di pomodoro, a patto che si sia in salute e non si soffra di particolari allergie. Il loro consumo è anzi efficace per ridurre il livello di colesterolo cattivo nel sangue. Vi sono tuttavia dei casi nei quali il pomodoro può provocare in alcuni soggetti cefalea e mal di testa in quanto contiene tiramina. Quando si ha troppo frequentemente bruciore di stomaco perchè stimolano la produzione di acido gastrico. Non superare mai i 300 g al giorno.
Margherita Martino
Margherita Martino
2025-07-24 00:10:48
Numero di risposte : 21
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Il consumo di pomodoro può interferire con l’assunzione di diuretici. In caso di dubbi è bene chiedere consiglio al proprio medico. L’allergia al pomodoro è una delle più diffuse e può manifestarsi sia con sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale sia con manifestazioni di tipo cutaneo. A volte il consumo di pomodoro può essere associato a disturbi gastrointestinali.

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Ileana De luca
Ileana De luca
2025-07-23 21:25:52
Numero di risposte : 21
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I pomodori, pur essendo ricchi di vitamine, minerali e antiossidanti, possono rappresentare un problema per alcune categorie di persone. Primo fra tutti, coloro che soffrono di allergia al pomodoro. Inoltre, i pomodori appartengono alla famiglia delle Solanaceae, la stessa delle melanzane e dei peperoni, e contengono solanina, una sostanza che in alcuni soggetti può provocare intolleranze alimentari o reazioni avverse. Un’altra categoria di persone che potrebbe dover evitare i pomodori sono quelle affette da malattie infiammatorie intestinali come la malattia di Crohn o la colite ulcerosa. In questi casi, il pomodoro può aggravare i sintomi a causa della sua acidità e della presenza di semi e bucce, difficili da digerire per un intestino già sensibile. Anche chi soffre di reflusso gastroesofageo o di gastrite potrebbe trovare beneficio nel ridurre o eliminare i pomodori dalla propria dieta. L’acidità del pomodoro, infatti, può accentuare i sintomi di bruciore e disagio associati a queste condizioni. Per non parlare poi dei soggetti con sindrome dell’intestino irritabile (IBS), per i quali il pomodoro può essere un alimento trigger, in grado di scatenare i sintomi dell’IBS a causa della sua composizione e delle fibre che contiene. Insomma, sebbene i pomodori siano un ingrediente versatile e salutare, esistono valide ragioni per cui alcune persone dovrebbero evitarli. È sempre consigliato consultare un medico o un nutrizionista per ricevere consigli personalizzati sulla propria dieta.