Il lardo rappresenta la risposta culturale ad un bisogno naturale, ovvero un prodotto creato e perfezionato nel tempo dall'uomo per sopperire al clima rigido di montagna utilizzando al meglio le disponibilità del suo territorio, tanto che la sua realizzazione finale dipende proprio dai materiali locali.
Il Lardo di Colonnata dalle vasche di marmo, le conche, e quello d'Arnad dai recipienti di legno, i doils in patois.
Ma questo non toglie che ogni singolo produttore, seppur con le sue regole e i suoi personali metodi di lavorazione, continui a svolgere il proprio mestiere alla perfezione: è il caso, ad esempio, di Al Lardo Al Lardo, Marmifera o Giannarelli, che si differenzia dagli altri per la produzione anche di un lardo di maiale nero e di un sale sostenibile, ovvero ricavato dalla salamoia della stagionatura.
I Giannarelli, nutrono dal 1953 un rispetto talmente totale e profondo per la salubrità dei loro prodotti, che non hanno mai visto coloranti, conservanti o nitriti vari.
Il segreto di ogni famiglia sta nella quantità e nell’equilibrio differente di spezie e erbe aromatiche, che vengono bilanciate in modo diverso secondo antiche sapienze tramandate da generazioni; quelle stesse che nessuna macchina potrà mai sostituire.
Tra queste ci sono coriandolo, chiodi di garofano, cannella, noce moscata e altre segrete, mischiate con il sale marino; poi il tutto, per l'elevata umidità, si trasforma spontaneamente in salamoia, che infatti è molto più solida rispetto a quella d'Arnad.
Caposaldo storico della sua produzione, e in generale della cultura alimentare valdostana, è la famiglia Bertolin, che nel 1957 aprì la prima macelleria del paese; in seguito, dalla fine degli anni Novanta, sono diventati tre con il Salumificio Arnad Le Vieux e i fratelli Laurent.
Tutti ricavano il Lard d’Arnad solo dalla lavorazione dello spallotto del maiale, sgrassato, squadrato e messo poi a maturare nei doils, gli antichi recipienti di forma cubica in legno di rovere, larice o castagno, dove trascorre tre mesi in acqua, sale e erbe aromatiche di montagna quali ginepro, rosmarino, alloro, lauro, pepe, noce moscata, salvia, per uscire più compatto e fibroso che mai.
Per tutti gli altri giorni dell'anno, invece, il Lard d'Arnad lo trovate come antipasto nelle tipiche merende valdostane, con miele e pane nero di segale, il pan dür, insieme ad altri prodotti come castagne e moccetta.
Vi sarà ora chiaro che, per tutti questi motivi, non si tratta di dover scegliere tra uno e l’altro, poiché hanno due sapori e due destinazioni differenti in cucina.
Ma ora non avete più scuse: non è tutto lardo quello che ingrassa.