Bisogna verificare la presenza di un secondo marchio, con la scritta «Pecorino romano del Lazio». La Dop assegnata nel 2001 al pecorino romano prevede questo, all’articolo 1: «La zona di provenienza del latte destinato alla trasformazione del formaggio “Pecorino Romano” comprende l’intero territorio delle regioni della Sardegna, del Lazio e della provincia di Grosseto». Il disciplinare prevede cinque mesi e un giorno di stagionatura per il formaggio da tavola, e otto mesi e un giorno per quello da grattugia. Quello «romano del Lazio» di Deroma rispetta le antiche regole, con una stagionatura che arriva a 10 mesi e una salatura a secco e non in salamoia. L’unico prodotto nella provincia di Roma è il pecorino romano a marchio Deroma, prodotto dalla Casearia Agri, a Torrita Tiberina. Il «pecorino romano» (anche sardo) è più sapido rispetto al «Sardo» (prodotto in Sardegna) e a quello «Toscano» (prodotto, per complicare le cose, anche nel Lazio). Bisogna scrivere che gli altri sono fatti in Sardegna o a Grosseto. Il pecorino romano con marchio Fulvi viene stagionato 12-14 mesi.