La Fontina si trova in buona compagnia, con altri formaggi d’eccellenza italiani, nella poco confortante classifica dei prodotti più “taroccati”.
I formaggi più interessati dal “plagio”?
Dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, ma anche Provolone, Robiola, Gorgonzola, Pecorino romano, Asiago e naturalmente la Fontina della Valle d’Aosta.
La Fontina è un formaggio con caratteristiche precise e identificabili: di consistenza variabile tra il molle e il semiduro, in base al periodo di stagionatura.
La sua pasta è particolarmente elastica, con facilità nello sciogliersi in bocca.
Il colore interno del formaggio è generalmente paglierino e varia sensibilmente a seconda del periodo dell’anno, al variare dell’alimentazione delle mucche.
Una particolarità, poi, è la presenza di occhiature abbastanza rade, ma ben visibili.
Il suo sapore è dolce, pieno e particolarmente gradevole.
La crosta è compatta e presenta varie sfumature di marrone, da quello più chiaro a quello più scuro per le forme più stagionate.
Quindi di una marchiatura di selezione, ovvero di un marchio impresso con inchiostro indelebile su una delle facce della forma che ne attesta la denominazione Fontina DOP a seguito del superamento di rigidi controlli di qualità.
E infine un contrassegno alla vendita, una velina, posizionata sul lato opposto a quello del marchio, preventivamente autorizzata dal Consorzio di tutela.