Il tartufo nero pregiato, per esempio, porta con sé un profumo delicato e avvolgente, che ricorda il sottobosco, a differenza del tartufo brumale, che invece ha un profumo più forte, dalle spiccate note di muschio, che ricorda un po’ quello della noce moscata.
Lo scorzone estivo, la varietà di tartufo che si trova da maggio a settembre, invece, ha un profumo che ricorda quello del malto d’orzo torrefatto, mentre il profumo di un tartufo uncinato, il cosiddetto “scorzone invernale”, ricorda di più le nocciole, i funghi porcini e il grana.
Il bianco pregiato ha un profumo molto intenso, dalle spiccate note che richiamano sentori di aglio e sottobosco, note di fieno, erba bagnata e di gas.
Un profumo unico, insomma, ma che non tutti gradiscono proprio a causa della sua intensità; e che anzi risulta ancora più accentuato se parliamo di un’altra varietà di tartufo bianco, ovvero il marzuolo (o bianchetto).
Ma che cosa succede quando il profumo del tartufo inizia ad assomigliare a quello dell’ammoniaca?
L’odore di ammoniaca, molto forte e penetrante, è infatti facilmente riconoscibile anche dai meno esperti: al primo sentore di ammoniaca, quindi, posate il tartufo che stavate annusando e sceglietene un altro.