Tra quelle che hanno solide radici vi sono senza dubbio le tradizioni legate alla devozione e al culto di Sant’Agata, alla quale Catania dedica due feste: a febbraio, per ricordare il martirio avvenuto il 5 febbraio del 251 d.C.; e ad agosto, per la traslazione delle reliquie da Costantinopoli a Catania.
I festeggiamenti durano tre giorni, durante i quali la città dimentica ogni cosa per concentrarsi esclusivamente sulle celebrazioni: si inizia il 3 febbraio, con la processione dei cerei da piazza Stesicoro, luogo del martirio, a piazza del Duomo, detta anticamente la processione della luminaria; continua il 4 con il “giro trionfale” del famoso fercolo con le reliquie di Sant’Agata, che ripercorre il tracciato delle mura che circondavano la città; e si conclude il 5 febbraio, con la processione che si snoda per le vie del centro.
Misto di devozione e di folklore, la festa richiama oltre un milione di persone provenienti da ogni parte del mondo.
Durante questi giorni di festa non possono mancare due specialità dolciarie quali: le olivette, dolci di pasta di mandorla a forma di oliva ricoperti di zucchero e colorati di verde; e le minne di Sant’Agata, cassatelle di ricotta a forma di seni per ricordare il martirio del taglio delle mammelle che la Santa subì.
L’Opera dei Pupi, un particolare tipo di teatro delle marionette che racconta storie basate sulla letteratura cavalleresca medievale e su altre fonti, come i poemi italiani del Rinascimento, la vita dei santi e i racconti di noti banditi.
Le principali tradizioni, o “stili”, di pupi siciliani sono quelle di Palermo e Catania, che si distinguono per dimensioni e peso dei burattini, per le tecniche operative ma in particolare per una diversa concezione teatrale: quella palermitana è più stilizzata ed elementare mentre quella catanese è più tragica, sentimentale e realistica.
Il carretto siciliano, in dialetto “u carrettu”, è senza dubbio uno dei simboli più conosciuti e apprezzati nel mondo dell’iconografia folcloristica dell’isola.
A Catania ha forma rettangolare, lo sfondo è rosso e le decorazioni sono più rifinite.
In provincia di Catania ci sono due musei che conservano la memoria di questa tradizione: si trovano uno ad Aci Castello e l’altro a Bronte.