Il suono delle campane indica ai fedeli lontani il momento del canto del Benedictus nelle Lodi del mattino che doveva corrispondere al sorgere del sole.
Poi l’altro suono era di origine civile e doveva segnalare, a mezzogiorno, la pausa dal lavoro per il pranzo.
Infine la sera, al tramonto, doveva corrispondere al momento del canto del Magnificat nei Vespri.
Successivamente il significato da dare a questo scampanio, realizzato con campane a distesa, venne parzialmente modificato per rendere più accessibili questi momenti alla partecipazione di tutti i fedeli: divennero i tre momenti giornalieri dell’Angelus con l’invito a recitare l’Ave Maria.
Il rintocco della campana è sempre un evento sonoro carico di contenuti simbolici, è il linguaggio sociale della nostra cultura, il linguaggio degli affetti, delle emozioni e della memoria.
Il suono delle ore, delle mezze e dei quarti, che continua tuttora anche se soltanto per le ore diurne.
Ogni venerdì, verso le 15, il suono devozionale che fa memoria della morte di Cristo.
La segnalazione della messa con interessanti particolarità come 2 sole campane per la normale feriale, 3 campane per la feriale distinta e tutto il concerto a distesa per segnalare la messa festiva.
Per le messe c’erano anche stabiliti i tempi per i vari suoni quasi ad indicare l’ora di prepararsi, quella di incamminarsi e l’ultimo sollecito con il richiamo, “èl réeciam”, per fare accelerare il passo ai fedeli.
Durante la celebrazione si suonavano le campane anche al Sanctus ed alla Consacrazione con l’intento di far partecipare spiritualmente coloro che per malattia o lavoro, non potevano essere presenti in chiesa.
Anche all’atto del battesimo si segnalava col numero di scampanii il sesso del bambino ( 3 se maschio e 2 se femmina).