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Cosa sono i ceri di Gubbio?

Antonella Ferretti
Antonella Ferretti
2025-07-31 07:26:28
Numero di risposte : 28
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Le strutture di legno su cui si basa questa festa sono tre, formate da due prismi ottagonali sovrapposti e rinforzati da un telaio interno anch’esso di legno e attraversati da un asse. L’asse fuoriesce dalle due estremità che in basso s’incastra su un supporto chiamato “barella” che ne consente il trasporto a spalla, anzi la corsa, mentre quello in alto permette di fissare sulle sommità tre piccole statue che rappresentano i Santi Protettori delle Corporazioni: S. Ubaldo per i muratori, S. Giorgio per i commercianti e S. Antonio per i contadini. Il cero è composto da diversi tipi di legno, la parte visibile è in abete, fissate su una struttura centrale di olmo, mentre altre parti sono in faggio e in quercia. I Ceri vengono decorati la sera prima della Festa con bandierine dorate a coda di rondine nella parte superiore e nappe anch’esse dorate, nella parte inferiore, staccate dai ceraioli la mattina dell’alzata del 15 maggio e conservate come ricordo.
Audenico Galli
Audenico Galli
2025-07-20 21:30:17
Numero di risposte : 20
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La Corsa dei Ceri è una celebre manifestazione folkloristica che si svolge nella splendida Gubbio, in Umbria. La manifestazione vede coinvolti tre grandi ceri di legno, ognuno dei quali rappresenta un santo patrono: Sant'Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Questi ceri, alti circa 7-8 metri pesano oltre 200 kg ciascuno. I ceraioli che partecipano alla Corsa dei Ceri sono devoti membri della comunità locale. La partecipazione alla corsa è considerata un onore e una responsabilità, e spesso i ceraioli seguono la tradizione di famiglia, passando il ruolo da padre a figlio. In realtà la Corsa dei Ceri non è una gara a chi arriva primo, esistono alcune regole non scritte, ma irremovibili e severe. Il Cero si ferma solo alle soste stabilite. I tre terzieri di Gubbio competono tra loro con grande spirito di rivalità durante la Corsa dei Ceri. Ogni terziere vuole dimostrare la propria abilità e determinazione nel portare il proprio santo patrono alla vittoria.

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Marcella Monti
Marcella Monti
2025-07-18 18:12:14
Numero di risposte : 21
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I candelotti di cera, offerti dalle corporazioni di Arti e Mestieri, probabilmente divennero nel tempo tanto consistenti da renderne difficoltoso il trasporto e furono sostituiti verso la fine del ‘500 con tre strutture di legno, agili e moderne, che – più volte ricostruite – sono, nella loro forma originaria, arrivate fino ai nostri giorni. Sono due le ipotesi essenziali sulla sua nascita: una religiosa e l’altra pagana. La seconda ipotesi, poco documentata, propende per la rievocazione antichissima della festa pagana in onore di Cerere, dea delle messi, arrivando a nousc varianti attraverso le glorie comunali e le signorie rinascimentali, il dominio pontificio e le lotte risorgimentali. La prima ipotesi, largamente documentata, presenta la Festa come solenne atto ispirato a devozione degli eugubini al loro Vescovo Ubaldo Baldassini, dal maggio 1160, anno della sua morte. Da allora, ogni 15 maggio, giorno della vigilia del lutto, l’offerta devozionale al Santo Patrono divenne un appuntamento fisso per il popolo eugubino, che avrebbe partecipato, in mistica processione, ad una grande “Luminaria” di candelotti di cera, percorrendo le vie della città fino al Monte Ingino.
Erminia Rossetti
Erminia Rossetti
2025-07-05 19:27:43
Numero di risposte : 19
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I ceri di Gubbio sono strutture di legno a forma di prismi sovrapposti, sormontate dalle statue di tre santi: Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio Abate. Questi Ceri, alti oltre quattro metri e pesanti circa quattro quintali ciascuno, vengono portati a spalla dai “ceraioli” in una corsa sfrenata per le vie della città, culminando con l’ascesa al Monte Ingino, dove sorge la Basilica di Sant’Ubaldo. La manifestazione avrebbe avuto origine come un’offerta di cera che le corporazioni medievali di Gubbio donavano al santo patrono. Nel corso dei secoli, questa pratica si è evoluta nella spettacolare corsa che conosciamo oggi. I protagonisti sono tre “Ceri”, strutture di legno a forma di prismi sovrapposti, sormontate dalle statue di tre santi: Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio Abate. La corsa è il momento culminante della Festa dei Ceri e si svolge il 15 maggio nel pomeriggio. Nonostante l’apparenza di una gara, non si tratta di una competizione vera e propria, ma di una corsa simbolica di devozione e tradizione. L’importante non è vincere, ma dimostrare forza, resistenza e spirito di squadra.

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Gerlando Bruno
Gerlando Bruno
2025-07-05 16:46:47
Numero di risposte : 19
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I tre Ceri, ciascuno sormontato dalle statue di Sant'Ubaldo, San Giorgio e Sant'Antonio, vengono trasportati a spalla in una corsa che si snoda attraverso i vicoli del centro storico di Gubbio, fino a raggiungere il Monte Ingino e la Chiesa di Sant’Ubaldo. Ciascuna delle strutture in legno pesa quasi quattrocento chili. Tra i momenti più significativi della giornata spicca l’"alzata" dei Ceri in Piazza Grande, dove i "capodieci", con una manovra spettacolare, sollevano le imponenti strutture in legno.