Ne esiste anche una versione al tonno, più corposa, mentre qui vi spieghiamo come fare la caponata di mele.
La variante palermitana della caponata è forse la più semplice, perché prevede il minor numero di ingredienti: ci sono melanzane, pomodori, sedano, cipolla, capperi, salsa di pomodoro, olive, olio, sale, aceto e zucchero.
La versione trapanese della caponata aggiunge agli ingredienti della variante palermitana semplicemente delle mandorle tostate.
La caponata catanese prevede semplicemente l’aggiunta dei peperoni, con varianti locali di basilico, aglio e perfino patate.
La caponata messine, invece, è la variante nella quale la salsa di pomodoro è sostituita dai pomodori pelati, che non immergono gli ortaggi nel sugo e che quindi rendono più distinguibili i sapori.
La versione Ciancianese prevede la prevalenza di carciofi, oltre al pomodoro pelato, le olive verdi, il succo di limone, il sedano e la cipolla.
La variante di Bivona prevede di unire a gli ingredienti di base le pesche locali e le pere di stagione.
Nella caponata di Agrigento, invece, si aggiungono i peperoni arramascati, cioè i friggitelli, preparati insieme a melanzane pomodoro, cipolla bianca o rossa , sedano, olive verdi, olive nere, capperi, aceto, miele, zucchero, aglio, olio e peperoncino, basilico, pinoli o mandorle e uvetta secca.
Altre versioni particolari, infine, sono meno conosciute: quella di magro delle Madonìe, natalizia, detta cunigghiu, con baccalà, zucchine, pomodori, patate e odori.
Poi abbiamo anche la caponatina, in cui gli ingredienti sminuzzati non sono fritti, ma cotti in forno e vi si aggiungono pezzetti di caciocavallo piccante ragusano.