I salumi e affettati possono contenere Listeria?
Come abbiamo visto, nella lista degli alimenti a rischio Listeria compaiono anche i prodotti di carne lavorata come salumi e insaccati, ma con la specifica “a bassa stagionatura”.
Nondimeno, sono stati rilevati in passato casi di mortadella, prosciutto cotto e salsicce contaminati da Listeria.
Gli affettati sono esposti al rischio Listeria a causa del biofilm che può crearsi nei salumi, ovvero una sorta di pellicola superficiale formata da microrganismi che può diventare colonia per cellule microbiche.
Tuttavia, i salumi stagionati o con lunga stagionatura, come la bresaola, lo speck, il prosciutto crudo e il salame, non rappresentano un ambiente adatto alla Listeria, mentre maggiore attenzione va prestata a prosciutto cotto e mortadella, salumi cotti con elevato grado di umidità, nei quali possono verificarsi le condizioni per lo sviluppo di biofilm o che possono essere contaminati da altri alimenti – per esempio in frigorifero.
Il consiglio, dunque, è quello non di evitare il consumo di affettati ma di scegliere salumi di alta qualità, di origine italiana e con rigorosi controlli lungo tutta la filiera di produzione.
E di conservarli al meglio.
Uno dei modi più sicuri per evitare il rischio Listeria negli alimenti è quello di cuocere i cibi: a temperature superiori a 65° C infatti il batterio non resiste.
Inoltre, altre buone pratiche di prevenzione dalla listeriosi – oltre a quelle comuni di igiene necessarie in cucina, come lavarsi spesso le mani e tenere pulite le superfici a contatto con gli alimenti – sono quelli di tenere la temperatura del frigorifero inferiore a 5° C e riporre gli alimenti in frigo chiusi all’interno di vasetti e tupperware.