La carne è di norma quella di maiale, anche se sono presente altre varianti a base di altre materie prime, e viene mescolata a sale e spezie, che anche in questo caso variano da preparazione a preparazione.
Se l’insaccato tradizionale a cui tutti pensiamo è quello a base di carne di suino, ne esistono tante altre versioni che si basano sull’utilizzo di altri tipi di carne, dalla selvaggina agli ovini passando per l’oca.
Un primo esempio può essere il kaminwurz, prodotto tipico dell’Alto Adige.
Se la versione tradizionale di questo salame leggermente affumicato è infatti a base di un mix di speck di maiale e manzo, ne esistono altre varianti a base di agnello, capra o capriolo.
Un altro esempio molto particolare è il salame d’oca.
Questa tipologia di salame sembra derivare dalle comunità dove per motivi religiosi non si poteva consumare carne di maiale.
Oggi ne esiste una versione mista che prevede sia l’uso della carne d’oca che di maiale.
Possiamo citare a tal proposito il salame d’oca di Mortara, riconosciuto IGP, composto da carne d’oca per almeno un terzo.
Ci sono poi dei prodotti che troviamo soprattutto a livello regionale, come il salame di cinghiale, molto comune in Toscana, o quello di pecora (prodotto nelle Marche) o di capra (che troviamo in Piemonte).
In Sicilia, in particolare nel ragusano, possiamo anche consumare del salame di asino.
Il salame di asino è composto da un 80% di carni magre di asino e un 20% di parte grassa di suino.