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Cosa mangiare a Pasqua a Bari?

Giordano Fontana
Giordano Fontana
2025-08-22 20:44:16
Numero di risposte : 23
0
La tradizione barese vuole che il menù di Pasqua conti dodici portate, dodici come gli apostoli. Il benedetto è il piatto principe. Si tratta di un vero e proprio antipasto, composto da uova sode, ricotta e soppressata su fette d`arance a rondelle. Il benedetto è seguito anche da una grande portata di frutti di mare. Poi arriva il “timballo”: ciò che accomuna i grandi pranzi pasquali di Puglia sono sicuramente le paste preparate al forno. L’agnello dei baresi poi a Pasqua è rigorosamente con le patate. A ciò si aggiungono carciofi fritti e la ricotta fritta. La ricotta è l’elemento essenziale pasquale e non deve mancare. E ancora formaggi freschi, carciofi sott’olio e salumi: su tutti il capocollo di Martina Franca. C’è chi poi prepara le orecchiette al ragù. Come primo piatto, specie nella città vecchia, dopo l’astinenza dalla carne imposta dalla Quaresima, si tornano a preparare orecchiette col ragù alla barese. Passando invece al dolce, al di là delle colombe pasquali e delle uova di cioccolato di produzione industriale, ci sono almeno due dolci fatti in casa immancabili: l’agnello di pasta di mandorle e la cosiddetta Scarcella. Il vero dolce pasquale barese è il tarallo con la glassa di zucchero.
Ivonne Fabbri
Ivonne Fabbri
2025-08-19 12:53:53
Numero di risposte : 29
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A far da protagonisti nei pranzi casalinghi delle festività pasquali, soprattutto uova e agnello, senza dimenticare i dolci, a cominciare dalle scarcelle. Partendo dagli antipasti, non può mancare sulle tavole imbandite il ‘benedetto’, piatto della tradizione barese e foggiana, che apre il pranzo del giorno di Pasqua, composto da uova sode benedette dal prete durante la messa pasquale, salame, ricotta fresca e asparagi, prodotto tipico di stagione. Molto frequenti sulle tavole pugliesi sono anche i Panzerotti pasquali, fritti e ripieni di ricotta fresca o piccante. L’agnello e il capretto diventano il secondo per eccellenza, cucinati in mille modi diversi, nel foggiano il ‘brodetto’, cioè pezzetti di capretto cotto in tegame, associato ad asparagi lessati da parte, conditi insieme al capretto con uova sbattute e formaggio grattugiato. I ‘carducci’ con l’agnello sono un altro piatto della tradizione pasquale pugliese, ossia agnello a pezzi rosolato con filetti di pomodoro e funghi cardoncelli, prodotto tipico dell’Altopiano delle Murge, il tutto legato con uova sbattute insieme a pecorino grattugiato. I dolci non sono da meno, dai calzoncini, fagottini imbottiti con marmellata e i purcidd’, gnocchetti di pasta di cartellate con il bordo arricciato, fritti e spolverati di zucchero. Ma sono i dolci i veri protagonisti delle tavole pasquali, come le scarcedde o scarcelle, un dolce semplice e genuino, dalle mille forme divertenti, dagli animaletti ricoperti di glassa colorata alle semplici ciambelle, guarnite con uova sode o uova di cioccolata o le pastatelle, preparate solo con olio locale e marmellate fatte in casa, e i mostaccioli, tipici del tarantino, biscotti a base di mandorle con una gustosa glassa al cioccolato.

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Ermes Bruno
Ermes Bruno
2025-08-08 19:33:01
Numero di risposte : 26
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Il mio posto del cuore è la cucina, quella dei giorni di festa è davvero un viaggio nella memoria. E’ il viaggio a ritroso verso affetti, luoghi e sguardi, ma anche verso sapori e odori “di casa” e di famiglia. Questo piatto si consuma in maniera identica ed immutabile nella mia famiglia da sempre, come nelle famiglie di tutti i baresi, il giorno di Pasqua. Anzi, apre il pranzo di Pasqua, l’antipasto pasquale per eccellenza, che è stato riproposto anche a casa a Milano quando i giorni di festa erano una vera occasione di vacanza e invece di muoversi “i giovani” partivano “gli anziani”. Si chiama, IL BENEDETTO, perché anticamente questo antipasto composto da questi pochi e semplici ingredienti si trovava già a tavola al momento della benedizione impartita dal capo famiglia con un ramo d’ulivo il giorno di Pasqua. Ci sono le immancabili uova sode, simbolo di rinascita, la ricotta – sempre presente a Pasqua, il salame, che un tempo si mangiava solo nei periodi di festa, le olive ed i taralli, che accompagnano il tutto e le arance, per “lavare”. Un delizioso antipasto che aprirà anche quest’anno il pranzo di Pasqua della mia famiglia.
Paola Giordano
Paola Giordano
2025-07-29 14:33:07
Numero di risposte : 18
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Ce cosa se mange la dì de Pasque. U Benedìtt, l’antipasto composto da uova sode, ricotta, soppressata, su fette d’arancia e carciofi fritti. Ogni famiglia aggiungerà altri ingredienti che preferisce, ma questi non possono proprio mancare. Come primo piatto, specie nella città vecchia, dopo l’astinenza dalla carne imposta dalla Quaresima, si tornano a preparare orecchiette col ragù alla barese. Il ragù può essere fatto, oltre che con le tipiche brasciole di carne di cavallo, anche mettendoci insieme qualche pezzo di pancetta di maiale, oppure si fa un unico grande brasciolone, sempre di carne equina, farcito con uova sode. I secondi, sempre di carne, vanno dalle brasciole cotte nel ragù con cui si è condita la pasta all’agnello preparato in svariati modi. Contorni vari di verdure e ortaggi di stagione, u’ sopataue, infine i dolci e i liquori fatti in casa. Colomba, pastiera, cassata, o cannoli, insieme alle uova di cioccolato non sono proprio dolci della tradizione barese, ma in genere non mancano mai. I liquori, i taralli dolci, sia semplici che con lo zucchero fondente, le paste secche, ma soprattutto l’agnello di pasta di mandorle e le scarcelle. Agnello e scarcelle sono infatti i tipici doni che i fidanzati si scambiano per Pasqua.

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Gelsomina Ferri
Gelsomina Ferri
2025-07-29 10:53:56
Numero di risposte : 19
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Dal classico benedetto all’agnello, dalla scarcella alla pastiera. Il pranzo di Pasqua torna con le sue tradizioni. E si sa, quando si tratta di mangiare, a Bari, rispettare il menù che si tramanda di generazione in generazione è un dovere, con alcune varianti che differenziano le proposte da quartiere a quartiere. Da Bari Vecchia a Carbonara, ma più in generale in tutta la Puglia, uno dei dolci tipici resta la scarcella: ciò che può differenziare però la preparazione è la guarnizione o la glassa da aggiungere alla base in pasta frolla, con l’utilizzo dell’ammoniaca come agente lievitante.