Ma in Liguria il profumo del basilico si fonde con l’odore aspro del rosmarino, quello dolciastro della stevia, quello avvolgente dell’origano e quello delle erbe spontanee come il tarassaco, la grattalingua, il ravanello selvatico, il raperonzolo, la sanguisorba, il silene, la borragine, le bietole di prato, il dente di leone, l’ortica, il papavero, il radicchio selvatico, la cicerbita e la cicoria.
La Liguria, e in particolar modo la Piana di Albenga, in provincia di Savona, è conosciuta in Europa per la produzione di erbe aromatiche, che hanno un posto di primo piano nell’antica tradizione gastronomica locale.
Molte di queste erbe, che crescono spontaneamente nelle campagne, sono profumate e aromatiche grazie al clima favorevole e sempre soleggiato e all’influenza sia delle montagne sia del mare, che, con la sua brezza, conferisce loro caratteristiche peculiari.
Un’ottima e gustosa ricetta a base di erbette fresche, di cui molti paesi della Liguria si contendono la paternità, è il cosiddetto prebuggiùn, o preboggión, il cui nome ha molte varianti da zona a zona: tante quante le erbette che lo compongono.
Tarassaco
La ricetta del prebuggiùn prevede una leggera bollitura delle erbe – che devono essere raccolte nel primo stadio del loro sviluppo, quando i fiori non si sono formati e sono presenti solo le rosette basali – e poi passate semplicemente in padella con uno spicchio d’aglio.
Una volta così preparate le erbe vengono utilizzate come componente per minestre, frittate, torte e come ripieno per i pansòti.
Proprio in tempo di Quaresima, con le erbette e non solo, si prepara la torta Pasqualina, tipica di Genova.
L’usanza vuole che le erbette selvatiche siano separate da trentatré strati di sfoglia, trentatré come gli anni di Cristo.
Il menù della festa prevede una ricetta tradizionale: la Carpasina, una pagnotta rafferma, inumidita con acqua e aceto, strofinata con aglio, condita con pomodoro, acciughe e naturalmente… basilico.