La patata più pregiata è sicuramente una delle sei varietà certificate Dop e Igp.
La Patata della Sila ha ottenuto il marchio Igp ed è coltivata nelle terre suggestive dell’altopiano calabrese all’interno di una manciata di comuni.
Ha caratteristiche culinarie ottime ed è perfetta per essere fritta grazie alla forte presenza di sostanza secca.
Lo stesso anno ha ottenuto la certificazione Dop la Patata di Bologna.
Si tratta di un prodotto dai sapori delicati e particolarmente versatile.
Nel 2014 la Patata dell’Alto Viterbese è diventata Igp nell’area intorno al Lago di Bolsena, dagli anni ’70 perfettamente a suo agio con i locali terreni vulcanici ricchi di potassio.
Di colore giallo, è coltivata in tipologie adatte ai diversi usi gastronomici ma dal sapore sempre intenso.
La Patata Novella di Galatina in Puglia, nel Salento e sulle coste ioniche, è Dop dal 2015.
E’ di colore giallo, ed è ottima sia lessata che fritta o arrostita ed è protagonista dell’import tedesco, tanto da rappresentare la prima esportazione per dimensioni in provincia di Lecce.
Infatti esiste la varietà “sieglinde”, che è nata proprio in Germania.
La Patata rossa di Colfiorito che interessa le regioni Umbria e Marche e le province di Perugia e Macerata.
Buccia rossa e polpa gialla caratterizzano un prodotto coltivato a partire dai 470 metri s.l.m. e su terreni silicei.
E’ nota per la compattezza e la tenuta della cottura.
E’ adatta ad ogni tipo di preparazione.
Il marchio Igp è di soli due anni fa (2016) ma la Patata del Fucino in Abruzzo ha una lunga storia ed è nota per la sua sapidità e la capacità di conservazione, oltre che per lo scarso contenuto di acqua.
Si coltiva in diverse varietà, sia a buccia gialla che rossa, sopra i 600 metri di altitudine in 9 comuni della provincia di L’Aquila, tra i quali Avezzano da cui prendeva il nome precedentemente.
C’è solo l’imbarazzo della scelta.