La selezione è avvenuta ricercando al massimo la ricetta tradizionale originale anche se esistono circa 100 ricette diverse, valutando allo stesso modo il tenero cremoso e il croccante friabile legati alla componente nocciole e mandorle.
I selezionati , attraverso dichiarazioni e prove, risultano senza aggiunta di additivi, coloranti, addensanti, gelatine, aromi, sciroppi inventati e senza uso di semilavorati da terzi e abbiamo ricercato l’uso di vaniglia in bacca, modalità di tostatura, resistenza alla temperatura per conservazione e consumi fuori stagione, tempi di cottura.
Il prezzo al consumo è stata una variabile tenuta in considerazione.
Alla fine l’ordine di arrivo, il cosiddetto podio, è stato composto da: – Bandirali 1951 per un formato grezzo manuale rotondo lucido, solo gli ingredienti base di una volta, più mieli diversi, zucchero di canna scuro che da un tono bruno, solo mandorle di Toritto; – Innocenzo Borrillo per ricetta originale, si dice che sia arrivata dalle regine longobarde, molto simile al cupedio o ai baci cupeto antichi, croccante e friabile, morbido e bianchissimo lucido – Davide Barbero 1838 con il gran cru, nocciole e non mandorle, piccolissime e tutte dello stesso formato, miele unico di fiori di agrumi secchi, vaniglia in bacche del Madagascar – Scaldaferro Torronificio, uso solo di mandorle, un miele dolce di rancio e un miele salato di Barena, posa e spalmatura a mano fiocco per fiocco sulla cialda aumentando la friabilità, formato a torrione – Pruneddu, solo mandorle piccole, pesatura piccola porzionata, miele sardo di scogliera marina, albume di galline sarde, leggermente amaro e morbido cremoso friabile.