Nonostante molti enti autorevoli come la SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, abbiano più volte sottolineato l’importanza d’includerli nella nostra dieta, sono ancora molti coloro che continuano a vedere nei formaggi una grave minaccia per la propria forma fisica e per il controllo del colesterolo.
I formaggi contengono anche elementi non proprio benefici per il nostro organismo come grassi, sodio, colesterolo e Kcal in abbondanza.
Ciò che conta però, ai fini di seguire un’alimentazione che non innalzi i livelli di colesterolo, non è rimuovere i formaggi, ma bensì consumarli nelle giuste quantità.
Pochi sanno infatti, che 100 g di formaggio apportano mediamente 70 mg di colesterolo, cioè lo stesso quantitativo contenuto in 100 g di bresaola, o in 100 g di petto di pollo, uno degli alimenti considerati più light al mondo.
Sono quelli realizzati tramite una stagionatura della durata di un minimo di 30 giorni.
I formaggi stagionati più famosi sono: Parmigiano Pecorino Gorgonzola Scamorza Provola Asiago Fontina Taleggio Caciocavallo.
Sono più grassi e contengono più colesterolo dei formaggi freschi, ma sono nettamente più nutrienti e soprattutto sono praticamente senza lattosio.
Secondo le Linee guida per una sana alimentazione italiana, a cura del Ministero delle Politiche agricole e forestali, è opportuno mangiare formaggi per un massimo di 2/3 volte a settimana, nel quantitativo di 50 g a porzione per i formaggi stagionati e 100 g a porzione per i formaggi freschi.
Ora che sappiamo perché affermare: “chi ha il colesterolo alto non può mangiare formaggio”, sia una bufala, possiamo metterci a tavola e gustarci a cuor leggero, ma con giudizio, i nostri deliziosi prodotti caseari.