La storia dei dolci natalizi veronesi comincia all’epoca della famiglia Della Scala, diventati signori della città nel 1262.
Per celebrare il primo Natale da reggenti, venne inventato il Nadalin, un dolce ricco, sontuoso, simbolo del futuro radioso del Comune che diventava finalmente Signoria.
Era un dolce poco lievitato, compatto e non molto alto, cosparso di pinoli e mandorle, ma con una bella forma di stella.
Il pandoro venne inventato invece dal pasticciere veronese Domenico Melegatti, che si ispirò al Nadalin, cui vennero aggiunti uova, burro e zucchero, arricchendone il sapore e ammorbidendone l’impasto.
Perbellini era oramai un pasticciere esperto e decise quindi di lasciare la drogheria dei Melegatti per aprire una propria pasticceria a Bovolone, la Pasticceria Perbellini.
Per mantenere il segreto della ricetta del pandoro stipulò con Melegatti un patto nel quale promise di non replicare la ricetta del pandoro nel suo negozio.
Cominciò quindi una nuova vita lavorativa per il bisnonno Giovanni Battista che, come promesso, non replicò mai la ricetta, ma che, grazie alla sua abilità da pasticciere provetto, la migliorò ancora al punto da creare l’Offella: era il 1° ottobre 1891.
Lo stampo è tondo e sul fondo si mettono delle mandorle dolci tritate che in cottura cuociono e creano una crosta deliziosa.
L’Offella nacque quindi anch’essa alla fine del XIX secolo e presto divenne assieme a Nadalin e pandoro, un dolce tipico natalizio veronese.