Perché Pisa non ha più il mare
La spiegazione è scientifica: centinaia di anni fa la linea di costa dell'odierna Toscana non era la stessa di oggi e Pisa era molto più vicina al mare di quanto non sia ora.
Oggi il centro storico dista una decina di chilometri dalla costa, ma ai tempi di etruschi e romani, invece, la città era proprio affacciata sul Mar Tirreno.
Tutto dipende dai due fiumi alla cui foce è nata la città: il Serchio e soprattutto l'Arno.
Questi due fiumi, nel corso del tempo, hanno continuato a trasportare a valle sabbia, ciottoli e altri tipi di detriti; questo mix si è accumulato pian piano in prossimità della foce dei due fiumi e accanto al loro corso (in caso di piene ed esondazioni), creando nuova terraferma e facendo avanzare la linea di costa verso il mare.
È un processo chiamato sedimentazione.
Non esistono tracce archeologiche o documenti che attestino con certezza l'esatta conformazione della costa e la sua evoluzione nel passato, soprattutto quello più antico, ma si sa che già nel III-II secolo a.C. il nucleo antico dell'odierna Pisa aveva almeno un porto.
Ai tempi il centro abitato era nato in prossimità del mare alla foce dei fiumi Arno e Serchio, un territorio abitato da popoli che praticavano la pesca fin dal IX secolo a.C..
A quei tempi le due foci non erano ancora ben definite e si aprivano su un ampio golfo.
Dopodiché, nel corso dei secoli, la sedimentazione ha progressivamente dato vita a un'area lagunare e paludosa, differenziando le foci dei due corsi d'acqua e creando la piana alluvionale in cui oggi troviamo posizionata la città di Pisa.
Le opere di manutenzione si fecero sempre più rare, anche a causa di ulteriori attacchi subiti dalle strutture.
Le entrate commerciali ridotte non consentivano investimenti e così la città lasciò lentamente morire il suo porto che finì per insabbiarsi parzialmente e divenire un'area acquitrinosa inutilizzabile, bonificata solo nel XIX secolo.