Cosa rappresenti e quali siano le origini di questo primo scampanio della giornata, che ancora resiste nelle consuetudini devozionali della Chiesa.
In origine, con questo suono, si voleva segnalare ai fedeli lontani, per renderli partecipi, il momento del canto del Benedictus nelle Lodi del mattino che doveva corrispondere al sorgere del sole.
Successivamente il significato da dare a questo scampanio, realizzato con campane a distesa, venne parzialmente modificato per rendere più accessibili questi momenti alla partecipazione di tutti i fedeli: divennero i tre momenti giornalieri dell’Angelus con l’invito a recitare l’Ave Maria.
Il suono delle ore, delle mezze e dei quarti, che continua tuttora anche se soltanto per le ore diurne.
Un conoscente che abita nella mia stessa via, lamentava di essere disturbato ogni mattina verso le 7 dalle campane della vicina chiesa che cominciano a suonare.
Non mi lamento di questa situazione dato che, come tutti gli anziani, dormo poco, ma vi garantisco che preferirei la dolce sonorità della campana dell’Angelus al lancinante rumore di un’Ape 50.
C’era un suono, ora andato in disuso, che veniva diffuso subito dopo l’Angelus della sera ed era il cosiddetto “Bèen dèi mòort”, suonato al momento del “Nunc dimittis” nell’Ora di Notte dell’Ufficio Divino, quando Simeone dice a Dio “Lascia che il tuo servo vada in pace perché i miei occhi han visto la salvezza”.
Il sabato e le vigilie di festa, l’Angelus di mezzogiorno veniva e viene suonato da tutte le campane a distesa, mentre nelle grandi vigilie, Natale e Pasqua, si usa il carillon ad indicare il massimo della gioia festiva.
Il rintocco della campana è sempre un evento sonoro carico di contenuti simbolici, è il linguaggio sociale della nostra cultura, il linguaggio degli affetti, delle emozioni e della memoria.