La trippa alla fiorentina, di contro, è un piatto diverso sia per la modalità di preparazione che per il consumo.
La trippa viene consumata in Italia fin dall'epoca degli antichi greci ed è diventata una pietanza tradizionale in parecchie regioni d'Italia, specialmente quelle dedite all'allevamento dei bovini di cui la Toscana e Firenze rappresentano sicuramente un'eccellenza.
Nella cultura di massa, la trippa è utilizzata in parecchi modi di dire e in alcune zone della Lombardia il termine buseccone è diventato un modo scherzoso di indicare i milanesi che consumano questo alimento.
La cottura e consumazione della trippa alla fiorentina sono ormai capostipite della tradizione locale.
Questo piatto, considerato povero ma molto nutriente, richiede una lunga cottura e parecchie fasi di lavorazione per poter essere consumato.
Per prima cosa, la trippa va tagliata a striscioline molto sottili dopo un attento lavaggio, aggiungendovi un soffritto di cipolle che può essere a sua volta arricchito con altri ortaggi, come sedani, carote e prezzemolo.
A differenza della passata di pomodoro, la trippa alla fiorentina viene portata a bollore in fuoco basso all'interno di un composto con pomodori pelati, a cui aggiungere sale, pepe e il soffritto precedente fino all'evaporazione dell'acqua.
Una volta pronta, la trippa alla fiorentina si serve calda e viene consumata come un secondo piatto di carne a differenza del lampredotto, cibo prediletto dello street food.