La scelta del vino da abbinare al risotto ai funghi dipende dal tipo di funghi utilizzati e dal metodo di preparazione.
Il vino rosso che può essere abbinato ai funghi e al risotto ai funghi, più in generale, a tutti i primi piatti preparati con una tipologia assai diffusa di funghi, ovvero i finferli, dal sapore piuttosto intenso e dalla carne consistente, è il Valpolicella D.O.C. Classico Novaia.
Ha struttura media, freschezza e buona sapidità.
Inoltre, tannicità e alcolicità piuttosto modeste sono caratteristiche fondamentali che favoriscono il nostro abbinamento.
Amanti dei vini bianchi, anche voi potete gustarvi la vostra tipologia di vini preferiti con il risotto ai funghi, in particolare con i sapori decisi e la tendenza dolce dei funghi porcini.
Il vino che ti suggeriamo in questa occasione è un gigante della nostra enologia: niente di meno che lo Chardonnay Riserva Vigna “Castel Ringberg” Elena Walch.
Il suo bouquet di profumi è intenso, in grado di supportare l’aromaticità dei funghi, e variegato, spaziando dai frutti esotici e note tostate.
Se il risotto ai funghi è stato sottoposto ad una decisa mantecatura tanto da rivelare note “grasse” e risultare davvero morbido o cremoso, allora a tavola trovano spazio anche le bollicine dalle proprietà sgrassanti.
Il vino che ti consigliamo è l’Inkino Trento D.O.C. Riserva Carlo V Mas dei Chini, un metodo classico Brut Riserva Millesimato, ottenuto da uve Chardonnay e Pinot Nero.
Ha profumi ricchi e variegati, tra note di frutta fresca, tipiche del vitigno Chardonnay, e note speziate, caratteristiche del Pinot Nero, e accenni di pane tostato, in grado di reggere il confronto con il potenziale aromatico dei funghi.
Partiamo dal nostro piatto, al netto delle possibili tecniche di preparazione e della tipologia di funghi utilizzata per il risotto, in linea generale, possiamo dire che questa preparazione si caratterizza per una buona aromaticità, fornita proprio dal profumo unico e inconfondibile dei funghi, tendenza dolce, tipica del risotto e dei funghi stessi, consistenza più o meno cremosa e morbida, con una certa grassezza che caratterizza i risotti mantecati, e struttura media.
Per queste ragioni abbiamo optato per vini che mostrano almeno tre caratteristiche: medio corpo o struttura, per non sovrastare quella del piatto, buona aromaticità, per supportare quella del risotto, sapidità e freschezza, per bilanciare e mitigare la tendenza dolce del piatto.
A queste ne abbiamo aggiunta una quarta, ovvero l’effervescenza e la vivacità tipica delle bollicine per sgrassare e pulire il palato nel caso di risotti particolarmente mantecati e con una componente grassa da non sottovalutare, e una quinta, nel caso dei rossi, ovvero la moderata tannicità per non alterare il gusto del piatto.