Il salume tipico italiano è il salame, che cambia nome e ricetta in base alla regione in cui si trova.
In Trentino e Alto Adige è così che è nato lo Speck, un salume stagionato e affumicato per prolungarne la durata e che oggi è apprezzatissimo in moltissimi piatti tipici locali.
I salumi tipici della Lombardia sono tantissimi, poiché in quasi ogni zona della regione esiste una ricetta diversa di salame.
Ma se dobbiamo scegliere un salume lombardo per eccellenza, andiamo sull’IGP: la Bresaola della Valtellina è un autentico tesoro gelosamente custodito dai produttori della provincia di Sondrio.
Il Piemonte spicca per i suoi molteplici salumi di produzione locale: ce ne sono davvero tanti, a ogni latitudine e quota.
Il salume tipico più famoso del Friuli è proprio un prosciutto: il Crudo San Daniele DOP, con la sua tipica forma a chitarra, contende al Crudo di Parma il titolo di prosciutto italiano più buono.
In Sicilia i salumi più tradizionali sono il Salame Sant’Angelo IGP in provincia di Messina, il prosciutto crudo di suino nero dei monti Nebrodi e il salame siciliano con i pistacchi.
La Calabria si distingue per la spiccata piccantezza dei suoi alimenti, e i salumi locali non fanno eccezione.
Inevitabile cominciare dalla ‘nduja, l’insaccato di suino tipico calabrese con elevata presenza di peperoncino, ma la norcineria calabra è molto ricca e include anche la soppressata che è tra i salumi a marchio DOP italiani.
I salumi tipici pugliesi sono di tantissimi tipi, il più famoso è probabilmente il capocollo di Martina Franca, affumicato al legno di quercia locale.