Chi non deve mangiare il cavolo?

Gianantonio Rinaldi
2025-08-26 09:00:39
Numero di risposte
: 21
Il cavolfiore può essere pericoloso per chi soffre di problemi alla tiroide perché è fonte di goitrogeni.
Non si conoscono interazioni tra il consumo di cavolfiore e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.
In presenza di dubbi, il consiglio è quello di rivolgersi al proprio medico per un consulto.

Anastasio Barone
2025-08-18 20:43:50
Numero di risposte
: 25
Il cavolfiore, pur essendo un alimento ricco di vitamine, minerali e fibre, può non essere adatto a tutti. Una delle principali categorie di persone che dovrebbero evitare il cavolfiore sono coloro che soffrono di problemi alla tiroide, come l’ipotiroidismo. Questo ortaggio appartiene alla famiglia delle crucifere, che contiene composti chiamati goitrogeni. Chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile potrebbe trovare il cavolfiore problematico. Anche le persone con una tendenza a sviluppare calcoli renali dovrebbero prestare attenzione al consumo di cavolfiore, poiché contiene ossalati, composti che possono contribuire alla formazione di calcoli. Chi è allergico o intollerante alle crucifere dovrebbe ovviamente evitare il cavolfiore per prevenire reazioni allergiche.

Gabriella De rosa
2025-08-11 06:02:12
Numero di risposte
: 23
È stato dimostrato che le crucifere, di cui fanno parte cavoli, broccoli, cavolfiore, senape, cime di rapa, cavoletti di Bruxelles, possono in certi casi interferire con il modo in cui la tiroide utilizza lo iodio, composto essenziale per la normale funzione tiroidea.
Il motivo è che sono ricche di sostanze contenenti zolfo come i glucosinolati, a cui sono attribuite proprietà preventive nei confronti di alcuni tipi di tumore ma che vengono considerate gozzogeni perché possono interferire con l’utilizzo dello iodio da parte della tiroide, facendo diminuire la produzione dell’ormone tiroideo.
Per chi è ipotiroideo può essere utile evitare di consumare estratti di cavolo o crucifere in generale, poiché il succo rende facile ingerire grandi quantità di sostanze.
Sicuramente quando si è in terapia farmacologica è sempre bene chiedere consiglio al proprio medico per quanto riguarda l’assunzione di alimenti, per evitare che questi possano interferire in qualche maniera sull’efficacia dei farmaci.
Se la terapia porta alla normalizzazione degli ormoni tiroidei il paziente si può considerare alla stregua di un individuo in salute a cui le linee guida consigliano di variare l’alimentazione, favorendo i vegetali, tra cui le crucifere, ricche di sostanze nutritive: fibre, tutti i tipi di vitamine, fitonutirenti e antiossidanti.
Secondo alcune ricerche scientifiche cavolo russo e cavoletti di Bruxelles potrebbero interferire potenzialmente con l'assorbimento di iodio nelle persone sane, se mangiati in grandi quantità.
Al contrario, altre verdure crocifere - inclusi broccoli, rape e la maggior parte dei tipi di cavoli - non conterrebbero abbastanza gozzogeni da rappresentare un rischio significativo per le persone con una normale funzione tiroidea.
Le verdure crucifere non sono l'unica fonte alimentare di gozzogeni.
Sono presenti anche in soia, spinaci, fragole, pesche e arachidi.

Olo De Santis
2025-08-04 17:32:16
Numero di risposte
: 21
Non ci sono grandi controindicazioni al consumo di cavolo cappuccio, che potrebbe dare problemi più che altro in caso di ipersensibilità o difficoltà digestive pregresse. Il cavolo cappuccio crudo è adatto alla preparazione di ottime insalate e l’ingrediente principale della coleslaw, che in una delle sue tante versioni lo vede abbinato a carote, cipollotti e salsa allo yogurt. Si può scegliere però anche di cuocerlo per preparare gustosi contorni in umido oppure utilizzarlo per ripieni di torte salate. In umido si consiglia di renderlo più saporito con aglio, olio d’oliva, pepe nero. Anche l’aggiunta di concentrato di pomodoro e olive può essere una buona idea per una spadellata a base di cavolo cappuccio.
Quanto agli abbinamenti, il cavolo cappuccio accompagna perfettamente ricette di carne, soprattutto di maiale. Ottimo anche l’accostamento con piatti di mare e in particolare con i gamberi. Useremo il cavolo cappuccio anche volendo preparare in casa ravioli cinesi e involtini primavera.
Il cavolo cappuccio è un ortaggio di origini antichissime e che ha avuto grande diffusione nelle regioni del Centro e Nord Europa, grazie alla capacità di resistere anche a climi freddi o non particolarmente miti.
In Italia è largamente coltivato al Nord, ma non solo. Se ne contano diverse varietà, classificate generalmente come precoci o tardive in base al periodo di raccolta. Tra le varietà più note sui nostri mercati troviamo il Cuor di Bue, dalla forma leggermente allungata e adatto alla raccolta primaverile, e il Brunswick, di origine olandese, voluminoso e a raccolta invernale.

Salvatore Ferrara
2025-07-23 21:47:46
Numero di risposte
: 14
Il consumo di cavolo o di verza può interferire con l’assunzione di farmaci anticoagulanti.
Cavoli e verze contengono goitrogeni, sostanze che sono pericolose per chi soffre di disturbi alla tiroide.
In caso di dubbio si consiglia di rivolgersi al proprio medico.
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Jelena Monti
2025-07-15 07:27:13
Numero di risposte
: 16
Il consumo di cavoli e verza potrebbe interferire con l’assunzione di anticoagulanti.
I cavoli e la verza sono fonti di goitrogeni pericolosi per chi soffre di disturbi alla tiroide.
In caso di dubbi è bene consultarsi con il proprio medico.
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Kris Ferretti
2025-07-15 05:33:41
Numero di risposte
: 19
Per questo non dovrebbero mangiarne quelli che soffrono di gotta o calcolosi.
Va invece consumato con attenzione da chi è affetto da ipotiroidismo.
Il cavolfiore, infatti, contiene delle sostanze che prevengono l’assorbimento dello iodio.