La panna vegetale è composta da grassi vegetali, generalmente olio di soia, di cocco, di palma e di palmisti, miscelati ad altri ingredienti che, attraverso processi industriali, assumono una consistenza simile a quella della panna.
Le caratteristiche nutrizionali delle “panne vegetali” presenti oggi sul mercato sono molto diverse tra di loro e dipendono non solo dagli ingredienti impiegati ma anche dal tipo di lavorazione.
Tra i grassi impiegati, prevalgono quelli estratti con solvente e con una composizione lipidica prettamente satura: cocco, palma e palmisti.
Per di più, la lavorazione determina un’ulteriore concentrazione di acidi grassi saturi, aumentandone la quantità nel prodotto finito.
La raccomandazione è quindi di limitare l’uso di questa tipologia di condimenti poiché contengono molti grassi saturi.
Nonostante questo, generalmente i prodotti vegetali hanno un apporto calorico e un contenuto di grassi saturi simile, se non pari, alla versione di origine animale.
In commercio possono trovarsi panne a maggiore o minore contenuto di grassi, che può variare dal 20% fino al 35%.
Tuttavia, ciò che rimane invariato è la tipologia dei grassi presenti.
Derivando dal latte, i grassi presenti nella panna sono principalmente saturi.
Una dieta sbilanciata verso un alto consumo di acidi grassi saturi può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.
Le linee guida italiane consigliano un consumo di grassi saturi inferiore al 10% del fabbisogno calorico giornaliero totale.
La panna presenta anche un alto contenuto di colesterolo.
Tra le vitamine presenti, quantità significative si registrano per la A, mentre per i minerali potassio, calcio e fosforo.