La rossa di Tropea, vera protagonista del piatto che la ospita è ottima a crudo ma anche in composta e nella sfiziosissima torta alle cipolle caramellate.
La cipolla di Firenze, o meglio, la cipolla di Certaldo: dolce e viola in estate, rossa accesa e pungente in inverno, è particolarmente indicata per la zuppa di cipolle.
La cipolla belendina di Andora: rossa, grossa, succosa e dolce, e un altro Presidio Slow Food coltivato sulla piana di Andora tra le provincie di Savona e Imperia.
Ha una caratteristica forma a fiasco e può arrivare a pesare oltre un chilo: sopra alla farinata ligure è eccellente.
A Lamezia Terme si trova una varietà molto antica dal sapore dolce e dalla consistenza croccante, altro presidio, altra sfumatura di rosso che sulla panzanella ci sta proprio bene.
La cipolla rossa genovese, quella di Acquaviva e quella di Bassano.
La cipolla rossa invernale di Firenze, particolarmente forte e pungente, perfetta se cotta in forno.
La cipolla di Cannara, provincia di Perugia, le cui prime testimonianze risalgono al Cinquecento: molto delicata e molto digeribile è perfetta sulla pizza.
La brunatese ideale per essere messa in conserva sott’olio o sott’aceto.
La margherita, IGP pugliese coltivata nella zona di Barletta, che si distingue per forma piatta e precocità.
La bianca di Chioggia, tonda e croccante, la super protetta bianca di Fara Filiorum Petri, Presidio Slow Food.
A renderla pregiata non è solo la storia, ma anche il sapore dolce e aromatico: così buona che si apprezza da sola, alla brace o nella cipollata, lo stufato di cipolle, olio e acqua.
La dorata di Parma che conosciamo tutti bene: regina dei soffritti.
La Suasa, quella di Alife, quella di Cavasso e della Val Cosa, e ancora la bruna di Montoro, la Vatolla e la ramata di Milano dalla forma allungata, le grosse dimensioni e sapore pungente: perfetta in pastella per le onion rings.
La borrettana?
Piccola, piatta è quella da aperitivo, quella perfetta con il miele, quella delle "cipolline al forno".
Quella di Isernia e la Giarratana, bianca, grande e piatta, perfetta bollita e poi in insalata con uova e patate.
E ancora la Pignona, quella di Treschietto, di Adenzeno...
La cipolla di Castrofilippo, quella di Cureggio, la Sermide e quella di Banari.