L’astinenza dalla carne consiste nel rinunciare a cibi considerati "ricchi", come carne rossa o bianca.
È obbligatoria per tutti i fedeli dai 14 anni in su e viene vissuta come un segno di penitenza e sobrietà.
In particolare, il Venerdì Santo, giorno in cui si commemora la crocifissione e morte di Cristo, è uno dei momenti più intensi: ai fedeli è richiesto non solo di astenersi dal mangiare carne, ma anche di osservare il digiuno, se le condizioni fisiche lo permettono.
È una forma di partecipazione concreta alla sofferenza di Gesù e un modo per prepararsi, anche interiormente, alla gioia della Pasqua.
Per inciso, l’astinenza vale anche per gli altri venerdì di Quaresima, ma il Venerdì Santo resta il giorno centrale di questa pratica.
Non si tratta solo di regole alimentari, ma di un invito a una riflessione più profonda sul senso del sacrificio, della sobrietà e della solidarietà.
Dunque sono due le pratiche che la Chiesa Cattolica invita a rispettare durante i giorni che precedono la Domenica di Pasqua: il digiuno e l’astinenza dalla carne.
Non si tratta solo di regole alimentari, ma di gesti semplici e simbolici per partecipare, anche nel corpo, al sacrificio di Gesù.
Il digiuno, invece, è richiesto ai fedeli tra i 18 e i 60 anni.
Prevede di consumare un solo pasto completo nella giornata, eventualmente accompagnato da due pasti più leggeri.
Si osserva il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, i due giorni più intensi della Quaresima e della Settimana Santa.
Queste pratiche aiutano i credenti a vivere questo tempo con maggiore raccoglimento, preparando il cuore alla gioia della Pasqua, che celebra la resurrezione di Cristo.