La zucca Delica è ottima per il risotto, la sua polpa è molto compatta e farinosa come quella delle patate, dal sapore dolce tendente alla castagna o alla nocciola.
La zucca “cappello da prete”, ovvero la zucca mantovana, è riconoscibile perché ha una scorza tra il verde salvia omogeneo e il grigio, a coste larghe.
La sua polpa è densa e anch’essa priva di filamenti e quindi molto amidosa.
La beretta di Piacenza è molto simile alla zucca mantovana, e dall’aspetto ricorda anche la Delica dato il verde intenso della superficie.
La sua polpa è zuccherina e molto compatta, completamente priva di fibrosità e utile tanto nei risotti quanto nei ripieni come per tortelli o arrosti.
La zucca di Piozzo – protagonista della fiera annuale in quella località, in provincia di Cuneo – è chiamata anche “zucca da riso”.
Non è tra le più sapide, ma è tra le più versatili e nel risotto può accompagnare davvero tutti gli ingredienti che vi vengono in mente.
La Hokkaido, o Potimarron, è chiamata anche “zucca castagna": ne richiama la dolcezza, intensa e particolarmente vicina a quella delle castagne, quindi calda e avvolgente.
Per il risotto è perfetta, e sapete un segreto?
Anche la buccia è commestibile al 100%, e potete inserirla nel risotto stesso oppure trattarla a parte per fare delle decorazioni.
La zucca violina ha la forma allungata che ricorda lo strumento musicale, anche per dimensioni.
La sua scorza è arancione, la polpa è tra giallo e arancione ed è apprezzata in quanto la zucca più dolce.
Anche in questo caso, come per la Hokkaido, sono commestibili scorza e semi.
Molto tenera e saporita, è chiamata anche “butternut”, che significa noce di burro… ci sarà un motivo.
Nel risotto, accostatela volentieri ad elementi anche molto sapidi come la pancetta.