Tanto la Bagna Cauda nacque come piatto povero, rustico e campagnolo, tanto il Bollito Misto divenne simbolo di opulenza e tavole da gran signori. La carne, si sa, in molte culture è un ingrediente prezioso, da sempre collegato alla ricchezza materiale. Il Bollito Misto Piemontese rappresenta il non plus ultra del pasto conviviale, anzi un pasto completo dalla A alla Z per il quale, a volte, si facevano le ore piccole.
Il Bollito Piemontese è davvero un’esperienza adatta a degustazioni lunghe e lente, inframmezzate da chiacchiere e bevute. La ricetta originale è stata addirittura codificata nel libro di Giovanni Vailardi Cucina borghese, pubblicato nel 1887, dove viene chiamato «Bollito storico risorgimentale».
Piaceva alle persone che contavano, come il conte di Cavour, il cui nome è indissolubilmente legato al ristorante Del Cambio, stellato di Torino. Ma era adorato anche dal futuro Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, che si racconta lo preferisse a qualsiasi manicaretto di corte.
Dunque, il Gran Bollito Misto era – ed è tuttora – un piatto virile, per sapore e quantità. La ricetta originale, a leggerla d’un fiato, fa quasi spavento.
La gran mangiata di Bollito veniva, difatti, accompagnata da alcune raccomandazioni, come si legge nel libro A tavola con il Gran Bollito Piemontese.
Un mangiare da signori che oggi è stato addomesticato per i delicati stomaci contemporanei. Eppure, anche nella sua versione «soft», il Gran Bollito Misto non perde il suo carattere di esperienza, quell’aura di opulenza e di gran mangiare che mette tutti d’accordo e crea un clima di euforia.
Una gioia di stare insieme che viene riproposta, di anno in anno, nelle settimane centrali di dicembre, da una delle manifestazioni gastronomiche più importanti del Piemonte.
Stiamo parlando della Fiera Internazionale del Bue Grasso di Carrù, dove il Bollito è Re da più di cinque secoli.
Qui, avviene una cosa stranissima. Per tutti i giorni della manifestazione, a partire dall’alba al tramonto, i ristoranti della zona servono un solo piatto, a ripetizione: il Gran Bollito Misto nella sua ricetta originale. La cosa particolare non è il Bollito in sé, ma la schiera di appassionati pronti a sedersi a tavola.