Le tradizioni siciliane sono un’importantissima parte del folklore dell’isola.
Raccontano delle storie passate, del mix di cultures che hanno contribuito a rendere la Sicilia così ricca e che sono sopravvissute nei tempi fino a noi.
Parlando di tradizioni siciliane non può mancare l‘opera dei pupi, i maestri pupari, che si tramandano l’arte da generazioni, realizzano queste marionette legate con dei fili e magistralmente le fanno muovere su un coloratissimo palcoscenico.
I pupi siciliani raccontano le gesta dei Cavalieri di Carlomagno e del ciclo carolingio, i personaggi più famosi sono, Orlando, Astolfo, Angelica e Medoro.
Quella del carretto è una storia antica, ricorda uno dei mestieri più comuni in Sicilia: il commercio.
I carretti siciliani sono realizzati in legno e dipinti a mano.
Sono molto colorati e decorati con diverse forme, i maestri carrettisti tramandano l’arte ai loro apprendisti e così continua a fiorire fino ai giorni nostri.
Un esempio sono i cannoli, dolce con la sfoglia dura e croccante ripiena di ricotta e decorata con granella di pistacchi, scorza di arance, gocce di cioccolato o amarene candite.
La cucina dell’isola offre anche opzioni salate, come l’arancino o arancina, dipende dove ti trovi.
Si tratta di una palla fritta di riso condito all’interno con sugo, besciamella, pistacchio, burro o spinaci.
La forma ricorda un’arancia e da questo deriva il suo nome.
Parlando di tradizioni siciliane, devi sapere che a Palermo per Santa Lucia è tradizione preparare tantissime arancine per grandi e piccini, che sono diventate per cultura il cibo tipico della festa.
Le teste di moro sono parte delle leggende siciliane, raccontano di una storia di amore e interculturalità e sono oggi un oggetto d’arredo molto ricercato.
Le città siciliane sono spesso intitolate ad un Santo/a Patrono/a, il santo o la santa protettori.
Nella zona orientale ad esempio è molto popolare il culto delle sante al femminile, questo perchè in epoca pre-cristiana erano famosi i culti di Cerere, che si sono evoluti con il cristianesimo nella venerazione di Sante e Madonne.
Le feste patronali di solito avvengono in estate, le città si riempiono di bancarelle, musica dal vivo, luci e colori.
Possiamo dire che l’estate è il periodo con la maggiorparte delle feste ma le più grandi sono la festa di Santa Rosalia a Palermo festeggiata a luglio e Sant’Agata a Catania festeggiata a febbraio.
Per Sant’Agata la città si riempie di persone e tra le varie tradizioni popolari c’è quella delle ‘ntuppatedde, sono giovani donne vestite con l’abito da sposa che velate vanno in giro per la città a ballare per le strade di Catania, riportando in vita una tradizione antichissima, in cui le donne durante i festeggiamenti di S.Agata potevano andare in giro per la città ballando e interagendo con gli uomini, provando anche per pochi giorni una libertà che di solito non potevano avere.