La prima volta che sono stato in Campania ho pensato: lasciatemi qui, lasciatemi tra le mozzarelle di bufala e la pizza napoletana, gli gnocchi alla sorrentina, il ragù napoletano, le sfogliatelle, i babà.
Ok, pizza e mozzarella sono le regine indiscusse della gastronomia campana.
Ma c’è tanto altro da degustare in questa regione, grazie a una vastissima varietà di prodotti provenienti dall’agricoltura, dall’allevamento e dalla pesca, e grazie, soprattutto, alla fantasia dei campani, che hanno saputo far fruttare al massimo questo patrimonio.
In Campania si trovano altri “regni del gusto”: quello della pasta secca, per esempio, la cui capitale è Gragnano, e quello del pomodoro, l’oro rosso che, sotto forma di salsa, arricchisce i celebri piatti della tradizione partenopea.
Dal vivace settore ortofrutticolo, arrivano sulle tavole campane molte verdure che in cucina prendono la forma di saporitissimi piatti tipici campani: penso ai friarielli, da accompagnare rigorosamente con la salsiccia, e alla scarola e fagioli, con cui si fa una gustosa minestra; alle zucchine, che diventano speciali nella preparazione alla scapece, e alle melanzane della parmigiana; ai peperoni e ai carciofi, che ripieni si trasformano in tesori di gusto.
E passando dalla terra al Tirreno, ricordiamo la tradizione gastronomica campana che porta a tavola squisite pietanze a base di pesce come il polpo alla Luciana o gli spaghetti ai frutti di mare.
A Napoli, la pizza non si fa solo al forno.
C’è anche la variante fritta.
La pizza fritta, appunto, sono piccoli calzoni di pizza fritta, in genere condite solo con poca salsa di pomodoro, ricotta, fior di latte basilico e ciccioli di maiale.
Quelle che vedi qui sotto sono per lo più ricette di piatti tipici campani/napoletani, perché la cucina partenopea è quella con cui sono entrato più volte a contatto.
Con le ricette che qui condivido con te cerco di restituire proprio questo.