La cassata ha una storia molto antica. Siamo a Palermo, nel periodo arabo, ovvero nel XI secolo. A quel tempo è Palermo la città più grande d'Europa. Come sempre accade nella storia, i popoli che si insediano, portano con loro prodotti e tipicità delle loro terre. Nello specifico, gli arabi avevano portato in Sicilia prodotti vari come il pistacchio, gli agrumi, le mandorle e la carta da zucchero.
Secondo la tradizione, una notte un pastore decise di mettere in una bacinella della ricotta di pecora mescolandola con zucchero e miele.
La storia e le origini della cassata siciliana passano dall'epoca normanna. È proprio in questo periodo che ci sono gli albori della versione della cassata siciliana glassata e decorata dei nostri tempi.
Il termine “cassata” si incontra per la prima volta nel XIV secolo, nel Declarus di Angelo Sinesio, il quale definiva la cassata come “cibo composto da pasta di pane e formaggio”.
La cassata siciliana fu battezzata del 1873 dal pasticcere palermitano Salvatore Gulì.
Tuttavia ancora nel 1853, come testimonia il Nuovo dizionario siciliano-italiano di Vincenzo Mortillaro, per “cassata” si intendeva prevalentemente quella cotta al forno, mentre quella ricoperta di glassa e frutta candita si affermerà solo a partire dalla fine del XIX secolo.