La Provola è un formaggio a pasta filata, tra i più antichi del Meridione d’Italia.
Il suo nome deriva da “prova”, perché in origine veniva fatta appunto una prova del formaggio, prelevando dalla vasca un pezzo di pasta per verificare lo stato di filatura.
La Provola viene spesso indicata come una mozzarella stagionata, perché il processo di lavorazione per ottenere i due prodotti è uguale fino all’ultimo stadio, ossia la stagionatura, che nel processo di produzione della mozzarella è invece assente.
Questo tipo di formaggio può essere prodotto sia con latte vaccino, sia con quello bufalino (e caglio), e può essere commercializzato sia al naturale, sia affumicato.
La forma tipica della Provola è quella classica di molti formaggi a pasta filata del sud Italia, ossia a forma di pera, con una piccola testina legata da un cappio nella parte superiore.
La crosta è liscia e di colore bianco, così come la pasta all’interno, che si presenta morbida, compatta ed elastica.
Il sapore è dolce e leggermente acidulo, e l’aroma è molto delicato.
La stagionatura può variare sensibilmente a seconda del tipo di prodotto che si vuole ottenere: parte da un minimo di 24 ore fino ad arrivare a 10 giorni, ma nei prodotti più stagionati può arrivare addirittura fino a 6 mesi.
La Provola affumicata, così come quella fresca, si presta ad essere utilizzata in tantissime ricette in cucina: il suo gusto inconfondibile e delicato è in grado di arricchire qualsiasi preparazione e rendere speciale ogni menù.
La Provola dei Nebrodi è molto grande, infatti può arrivare fino a 5 kg, e può essere prodotta in diverse varianti: bianca, “poina enfumegada”, ossia affumicata, e al limone, la più caratteristica perché viene inserito al suo interno in fase di produzione un limone intero, e viene fatta stagionare per ben 6 mesi.
La Provola delle Madonie invece ha un sapore molto dolce e delicato, che ricorda il latte, perché subisce una maturazione di soli 15 giorni.