Il riso migliore per il risotto? Le scuole di pensiero su quale sia la varietà più adatta per mantecarlo perfettamente, farlo all’onda, cremoso, morbido e vellutato, sono diverse. C'è chi usa l'Arborio, chi il Roma, chi il Sant'Andrea e ancora più spesso la scelta ricade sul Carnaroli, varietà con chicchi grandi e consistenti particolarmente resistente alla cottura che perciò si mantiene sempre al dente. Qualunque sia la vostra scelta, se rientra tra queste, è perfetta: il riso italiano della categoria Japonica, è il più indicato per la preparazione di sontuosi risotti. Un risotto preparato con un Carnaroli Classico è decisamente preferibile a uno stesso piatto fatto con Basmati o, in generale, un riso proveniente da altri Paesi. La resa migliore dei risi italiani per i risotti rispetto a un riso straniero dipende proprio dai caratteri morfologici dei granuli di amido che poi influiscono sulla resa finale del piatto. I chicchi hanno tanti spazi vuoti tra un granulo e l'altro di amido, e questi spazi consentono di assorbire acqua e quindi condimenti e sapore che poi creano la cremina tipica dei risotti. Il Carnaroli, l'Arborio, il Roma e gli altri risi italiani hanno granuli di amido meglio distanziati che assicurano il risotto perfetto. Ritornando alle varietà esclusivamente italiane, quale scegliere tra tutte? In realtà dipende molto dai gusti: un milanese doc, per esempio, per il riso giallo non ha dubbi e usa l'Arborio, che ha un chicco grande e perlato che assorbe moltissima acqua aumentando di volume. Ma c'è anche un folto gruppo di appassionati del piatto lombardo che invece preferisce la consistenza sempre al dente del Carnaroli.