La colonizzazione commerciale del Mediterraneo orientale fu operata da Venezia in seguito alle Crociate: nella prima di queste lo Stato veneziano mandò a Giaffa una flotta di 200 navi, mettendola a disposizione di Goffredo di Buglione, ottenendo in compenso la concessione di una chiesa e di un luogo atto al mercato in ogni città che venisse presa dai Crociati, oltre all'esenzione dalle imposte in tutto il Regno di Gerusalemme. Così queste colonie, disseminate nel XII secolo da Alessandretta fino a Giaffa, diventarono importanti centri commerciali e luoghi di approdo. I prodotti delle Indie, della Persia e dell’estremo Oriente come pepe e altre spezie, profumi, pietre preziose e seta, a cui si aggiungevano i prodotti locali, specie della Siria, come cotone, allume, armi e altri manufatti artigiani, si scambiavano con pochi prodotti dell’Occidente come legname, metalli e stoffe di lana. Se il Medio Oriente, la Siria in particolare, era il grande punto terminale, assieme al Mar Nero, dei flussi mercantili provenienti dall’India e dall’Estremo Oriente, l’Egitto rappresentava lo sbocco per le merci provenienti dall’interno dell’Africa. Tra le mude veneziane più antiche, non per altro si ricordano quelle di Siria e di Alessandria d’Egitto.