Le prime tracce della Piadina Romagnola provengono da lontano, dal tempo degli antichi Etruschi.
Proprio nelle zone dell’odierna Romagna sono state rinvenute le testimonianze dell’utilizzo di un sostituto del pane fatto con farina grezza, cereali e dalla forma circolare.
Per centinaia di anni la piadina è rimasta un sostituto del pane a cui si ricorreva tra un’infornata settimanale del pane e l’altra.
Proprio per questa sua diffusione nelle case dei romagnoli, divenne ispirazione per il poeta Giovanni Pascoli, che lo definì “Il pane, anzi li cibo nazionale dei Romagnoli”.
Nel secondo dopoguerra, la Piadina Romagnola comincia a diffondersi dappertutto, non più come alternativa al pane ma come portata a tutti gli effetti.
A partire dagli anni Settanta, con l’arrivo dei turisti, alle piadine casalinghe si accompagnano le prime produzioni artigianali nei chioschi che iniziano ad aprire sul lungomare connotando, per sempre, il gusto dell’estate in riviera romagnola.
Col passare del tempo la Piadina sposa anche la sfida industriale.
I piccoli laboratori, forti del successo di questo prodotto unico, cominciano a produrre per un mercato più ampio e su scala nazionale e internazionale, rifornendo coi propri prodotti grandi e piccoli esercizi.
Per conservare la tradizionalità della Piadina, una serie di componenti fra istituzioni e aziende situate rigorosamente nelle zone vocate della Romagna si uniscono nel Consorzio di Promozione e Tutela che, dopo anni di battaglie, riuscirà il 24 ottobre 2014 a rendere il simbolo della Romagna un prodotto a indicazione geografica protetta dall’Unione Europea.
La Piadina è il pane dei romagnoli e delle romagnole, un cibo semplice che, da secoli, riunisce la Romagna a tavola.
Nata in tempi lontani, è il simbolo delle origini contadine dei suoi territori ed è diventata un prodotto diffuso in tutto il mondo, grazie al suo gusto e alla capacità di accogliere ogni tipo di riempimento in un abbraccio culinario.
Le prime tracce della Piadina Romagnola provengono da lontano, dal tempo degli antichi Etruschi.
Proprio nelle zone dell’odierna Romagna sono state rinvenute le testimonianze dell’utilizzo di un sostituto del pane fatto con farina grezza, cereali e dalla forma circolare.
Per centinaia di anni la piadina è rimasta un sostituto del pane a cui si ricorreva tra un’infornata settimanale del pane e l’altra.
Proprio per questa sua diffusione nelle case dei romagnoli, divenne ispirazione per il poeta Giovanni Pascoli, che lo definì “Il pane, anzi li cibo nazionale dei Romagnoli”.
Nel secondo dopoguerra, la Piadina Romagnola comincia a diffondersi dappertutto, non più come alternativa al pane ma come portata a tutti gli effetti.
A partire dagli anni Settanta, con l’arrivo dei turisti, alle piadine casalinghe si accompagnano le prime produzioni artigianali nei chioschi che iniziano ad aprire sul lungomare connotando, per sempre, il gusto dell’estate in riviera romagnola.
Col passare del tempo la Piadina sposa anche la sfida industriale.
I piccoli laboratori, forti del successo di questo prodotto unico, cominciano a produrre per un mercato più ampio e su scala nazionale e internazionale, rifornendo coi propri prodotti grandi e piccoli esercizi.
Per conservare la tradizionalità della Piadina, una serie di componenti fra istituzioni e aziende situate rigorosamente nelle zone vocate della Romagna si uniscono nel Consorzio di Promozione e Tutela che, dopo anni di battaglie, riuscirà il 24 ottobre 2014 a rendere il simbolo della Romagna un prodotto a indicazione geografica protetta dall’Unione Europea.