:

Qual è la storia del risotto alla monzese?

Davis Marini
Davis Marini
2025-09-01 12:15:25
Numero di risposte : 17
0
L’origine del risotto alla monzese invece è avvolta nella leggenda. Si narra che nei boschi vivesse una strega malefica dalle gambe lunghissime di nome Giuliana che era solita vagare di notte e rapire i bambini che passavano per poi mangiarli. Una mamma, preoccupata per le sorti del figlio, decise di realizzare un risotto talmente buono da distrarre definitivamente la strega dalla sua atroce pratica. Mise così sul fuoco un calderone di risotto, aggiunse lo zafferano e, per renderlo ancora più buono, della luganiga. La strega, attirata dal profumo, trascorse la notte a mangiare il risotto non solo dimenticandosi dei bambini, ma anche perdendo la cognizione del tempo e trovandosi alla luce del sole alle prime ore del mattino. Fu così che la strega svanì e nacque questa nuova ricetta. Ecco quindi che il risotto alla monzese viene preparato con l’aggiunta di salsiccia, per essere precisi luganiga monzese, che dà sapidità e ricchezza al piatto.
Marcello Messina
Marcello Messina
2025-08-22 01:56:37
Numero di risposte : 15
0
La storia del risotto alla monzese è legata alla figura della perfida strega Giuliana, che con le sue gambe lunghissime si aggirava nel bosco camminando da un albero all’altro senza mai toccare il suolo, aspettando il passaggio dei bambini per rapirli e mangiarli. Leggenda narra che una mamma, terrorizzata per il destino del proprio figlio, decise di preparare una pietanza gustosa e appetibile che potesse attirare la strega Giuliana. Decise quindi di cucinare un buonissimo risotto allo zafferano a cui aggiunse della salsiccia, per rendere l’aroma del piatto irresistibile e ingannare la malefica strega. Questa, presa dall’ingordigia e impegnata a mangiare il buonissimo risotto, si dimenticò completamente dei bambini e, non accorgendosi del sorgere del sole, fu colpita dai raggi e scomparve. A questa leggenda è collegata anche l’usanza per cui ogni anno, a fine gennaio, migliaia di brianzoli scendono nelle piazze dei propri paesi per appiccare il fuoco a un enorme fantoccio raffigurante la strega e abbuffarsi, subito dopo, di un gustoso risotto con la salsiccia.

Leggi anche

Come è nato il risotto alla milanese?

Le origini del risotto alla milanese risalgono al Medioevo e sono collegate a un'analoga ricetta del Leggi di più

Qual è la leggenda del risotto allo zafferano?

La leggenda narra che Valerio di Fiandra fosse affiancato da un intraprendente aiutante soprannomina Leggi di più

Timothy Caruso
Timothy Caruso
2025-08-19 17:50:40
Numero di risposte : 22
0
Il risotto alla monzese è un piatto della classe contadina che non poteva permettersi l’acquisto dello zafferano. Perché gli mancavano gli essenziali per combattere la penuria alimentare, perché la carne o maiale o da cortile, forse, la consumavano la domenica. Perché il pasto di ogni giorno era prevalentemente costituito dalla polenta o dalle minestre perché coltivando la terra potevano curarsi l’orto e quando si cenava con una minestra, minestrone o zuppa questa stessa era la colazione dell’indomani. Possiamo escludere in modo categorico che la ricetta contadina brianzola – risotto alla monzese- contenesse lo zafferano. Si parla di un risotto in Brianza, quindi erano disponibili, burro, grana padano per ciò presenti nel risotto. Gli altri elementi di guarnizione del risotto alla monzese sono: la luganega mentre per il vino si usava il rosso e non per conferire tannini al risotto bensì per dare colore, cromaticità perché se i ricchi aromatizzavano e quindi coloravano il risotto con lo zafferano, i contadini lo coloravano con quello che avevano nelle loro disponibilità, ossia il vino rosso.
Serse Fontana
Serse Fontana
2025-08-09 17:44:02
Numero di risposte : 31
0
Le origini del risotto alla milanese risalgono al Medioevo e sono collegate a un'analoga ricetta della cucina araba e della cucina ebraica. Nel Medioevo, in Italia, questa pietanza era conosciuta come riso col zafran. La prima ricetta nota perviene dal 1574, alla tavola del vetratista belga Valerio di Fiandra, che all'epoca risiedeva a Milano poiché stava lavorando alle vetrate del Duomo di Milano. Per il matrimonio di sua figlia i suoi colleghi vetratisti fecero aggiungere a un risotto bianco al burro dello zafferano: questa spezia era infatti utilizzata dai vetratisti per ottenere una particolare colorazione gialla dei vetri. Il nuovo piatto ebbe subito successo, sia per il suo sapore che per la sua tonalità gialla, che ricordava l'oro, sinonimo di ricchezza. Lo zafferano ha anche riconosciute proprietà farmacologiche e quindi il risotto giallo si diffuse presto nelle osterie e nelle taverne milanesi. Il risotto alla milanese scomparve subito dalle cronache per ricomparire sui documenti nel 1809, quando viene definito "riso giallo in padella". In seguito, nel 1829, su un altro libro di ricette, la celebre pietanza meneghina viene definita "risotto alla milanese giallo", prendendo la denominazione con cui è universalmente conosciuta ancora oggi. Nel ricettario Nuovo cuoco milanese economico di Giovanni Felice Luraschi, tra gli ingredienti del risotto giallo compare anche la cervellata, la tipica salsiccia milanese. Il risotto alla milanese era presente in diverse versioni nei ricettari che dall’inizio del Novecento cominciano ad essere scritti anche da donne sebbene contenessero solo l'elenco degli ingredienti, senza altre indicazioni sulle dosi o sul metodo di cottura. Nel 1917 l’Associazione nazionale cucinieri pubblica Cucina di guerra, un ricettario che raccoglie ricette particolarmente economiche e pratiche, inserendo le dosi necessarie in ogni ricetta. Nel 1984 scrisse la moderna interpretazione di Gualtiero Marchesi, una delle più famose, “oro e zafferano” che, oltre a specificare la qualità di riso aggiunge, all'ultimo momento, quattro lamine finissime d'oro.

Leggi anche

Qual è l'origine del risotto?

Il risotto 'tradizionale' che conosciamo tutti – quello che prevede il riso tostato, sfumato con il Leggi di più

Chi ha inventato il risotto allo zafferano?

Una leggenda – tanto curiosa quanto improbabile – attribuisce l’invenzione a un pittore fiammingo ch Leggi di più

Concetta Ferretti
Concetta Ferretti
2025-07-30 19:51:49
Numero di risposte : 29
0
C’è un solo modo per cucinare il risotto alla monzese secondo tradizione ed è senza zafferano. Ma non c’è discussione che tenga: il risotto alla monzese non è giallo. Il colore del riso non è certamente giallo, ma è un viola spento – Il risotto alla monzese è un piatto della classe contadina, che non poteva permettersi l’acquisto dello zafferano. Nel risotto in Brianza erano disponibili, burro, grana padano. Si usava il vino rosso per dare cromaticità, perché se i ricchi aromatizzavano il risotto con lo zafferano, i contadini lo coloravano con quello che avevano nelle loro disponibilità. Anche nel libro di Ottorina Perna Bozzi “Vecchia Brianza in cucina” del 1968 la ricetta è “ortodossa”: senza spezia, con il vino e con la luganega cucinata a parte. La salsiccia di casa è la protagonista vera e anche l’associazione Produttori luganega di Monza conferma la versione rigorosamente senza zafferano.