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Chi ha inventato il risotto allo zafferano?

Liborio Orlando
Liborio Orlando
2025-09-02 01:12:00
Numero di risposte : 23
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Non fu uno chef, bensì un pittore, ad inventare il risotto alla milanese. Secondo un manoscritto conservato alla Biblioteca Trivulziana, il piatto principe della cucina meneghina affonda le sue radici nel lontano 1574. Il codice narra di un certo Mastro Valerio di Fiandra, che giunse a Milano da Lovanio per lavorare alle vetrate del Duomo in costruzione. Pare che un suo aiutante avesse il vezzo di mescolare ai colori un pizzico di zafferano, in modo da renderli più brillanti. Di lui non conosciamo che il soprannome, Zafferano appunto. Valerio di Fiandra era talmente sconcertato da predire che un giorno il ragazzo avrebbe finito per aggiungere la polvere gialla perfino al cibo che aveva davanti. Detto, fatto: il giorno delle nozze della figlia del Maestro, Zafferano mischiò la spezia al riso, che fino a quel momento era sempre stato condito con il solo burro. La leggenda vuole che gli ospiti fossero prima stupiti dal colore della pietanza, poi conquistati dal profumo e dal sapore. Insomma, la trovata del giovane artista fu un successone: di lì a poco lo zafferano sarebbe entrato ufficialmente nella cucina di Milano.
Eliziario Fabbri
Eliziario Fabbri
2025-08-23 03:52:37
Numero di risposte : 13
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Ma secondo le storie più accreditate le vicende del risotto allo zafferano sarebbero legate alla figura del maestro vetratista belga Valerio di Fiandra. Secondo gli scritti dell'epoca tra i suoi colleghi era presente un assistente noto proprio con il nomignolo di Zafferano, perché era solito inserire la spezia quasi in ogni colore per rendere il tutto più brillante. Una pratica così consueta che il Maestro era certo che, un giorno, il giovane avrebbe condito anche il cibo con lo zafferano. Per ribattere scherzosamente al rimbrotto l'assistente decise di mettere in pratica il tutto, e lo fece in occasione di un evento speciale ovvero il matrimonio della figlia del vetratista. Complottando direttamente con il cuoco gli chiese di aggiungere un pizzico di zafferano al riso al burro pronto per il banchetto, ottenendo però consensi immediati e grandi apprezzamenti. Secondo la leggenda il risotto giallo ottenne subito un grandissimo successo divenendo pietanza apprezzata in tutte le taverne e osterie di Milano.

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Donato Gentile
Donato Gentile
2025-08-14 05:28:38
Numero di risposte : 16
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La storia narra che per scherzo, il garzone, in accordo con il cuoco delle nozze della figlia di Mastro Valerio, fece aggiungere la nobile spezia al riso che sarebbe stato servito di lì a poco. Questo racconto è contenuto in un manoscritto che si trova alla Biblioteca Trivulziana di Milano, che rappresenta una prova scritta di questa storia…ma rimane sempre un racconto storicamente non avvalorabile. Un’altra credenza, al contrario, vuole un’origine kosher della pietanza, legata quindi alla presenza di una comunità ebraica nel milanese piuttosto consistente già a partire dal 1300 se non prima. Vero è che alle persone di religione ebraica non era concesso risiedere Milano se non per motivi d’affari e per brevi periodi. Se è vero che il riso con zafran è sempre stata una ricetta cara a ebrei e islamici, nulla vieta di pensare che nel corso dei secoli questa ricetta si sia modificata, attraversando la penisola e sia diventata il nostro risotto allo zafferano. La storia narra che per scherzo, il garzone (detto appunto zafferano), in accordo con il cuoco delle nozze della figlia di Mastro Valerio, fece aggiungere la nobile spezia al riso che sarebbe stato servito di lì a poco. È quella legata a Mastro Valerio di Fiandra nell’anno 1574, o meglio, al suo abile garzone, che era solito miscelare ai classici colori per dipingere, anche lo zafferano che usava per le decorazioni dei vetri del duomo di Milano.
Salvatore Ferrara
Salvatore Ferrara
2025-08-07 05:36:34
Numero di risposte : 14
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La prima ricetta nota perviene dal 1574, alla tavola del vetratista belga Valerio di Fiandra, che all'epoca risiedeva a Milano poiché stava lavorando alle vetrate del Duomo di Milano. Per il matrimonio di sua figlia i suoi colleghi vetratisti fecero aggiungere a un risotto bianco al burro dello zafferano: questa spezia era infatti utilizzata dai vetratisti per ottenere una particolare colorazione gialla dei vetri. Il nuovo piatto ebbe subito successo, sia per il suo sapore che per la sua tonalità gialla, che ricordava l'oro, sinonimo di ricchezza. Nel 1829, su un altro libro di ricette, la celebre pietanza meneghina viene definita "risotto alla milanese giallo", prendendo la denominazione con cui è universalmente conosciuta ancora oggi. Nel ricettario Nuovo cuoco milanese economico di Giovanni Felice Luraschi, tra gli ingredienti del risotto giallo compare anche la cervellata, la tipica salsiccia milanese. Nel 1984 scrisse la moderna interpretazione di Gualtiero Marchesi, una delle più famose, “oro e zafferano” che, oltre a specificare la qualità di riso aggiunge, all'ultimo momento, quattro lamine finissime d'oro.

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Elga Sala
Elga Sala
2025-07-30 19:04:17
Numero di risposte : 24
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Una leggenda – tanto curiosa quanto improbabile – attribuisce l’invenzione a un pittore fiammingo che a metà del Cinquecento lavorava alle vetrate del Duomo di Milano. Di nuovo le Fiandre...e viene subito da pensare che Fiandre e Lombardia nel Cinquecento fecero parte di un’unica compagine politica, l’impero di Carlo V re di Spagna. Che dietro quegli usi si possa scorgere una derivazione spagnola? Ma c’è anche un’assonanza con gli arancini di Sicilia, prima regione italiana in cui comparve il riso, importato dagli Arabi. La storia è intricata... e bisogna aspettare qualche secolo per trovare il riso giallo nei ricettari italiani. Artusi, alla fine dell’Ottocento, lo individua ormai senz’altro come «milanese» e di ricette non ne dà una ma tre – introducendo l’ultima con uno splendido «Potete scegliere!».