Sono sette le strisce "canoniche" che ricoprono la pastiera napoletana: e sul perché corrispondano a questo numero, che ha vari significati sia religiosi sia profani, le leggende si susseguono.
Basti pensare ad esempio ai sette doni dello Spirito Santo, sia ai sette peccati capitali, sia alla completezza nella numerologia.
La prima leggenda sulle sette strisce di pasta frolla sulla pastiera risale al culto della Sirena Parthenope, che secondo la tradizione fondò Napoli.
Leggenda narra che la Sirena, intrattenendo con il suo canto i marinai e il popolo, ebbe in dono sette regali: la farina, simbolo di ricchezza; il grano cotto nel latte, simbolo del mondo umano e animale; la ricotta, simbolo di abbondanza; le uova, simbolo della fertilità; i fiori d'arancio, simbolo della Campania stessa; frutti canditi e spezie, simbolo dell'accoglienza a tutti i popoli d'Oriente e Occidente; infine, lo zucchero semolato, simbolo del canto della Sirena.
Con i sette doni, la Sirena donò al popolo proprio quel dolce, la pastiera: le 7 strisce di frolla ricordano così i sette doni, ovvero gli ingredienti, dalla quale nacque la pastiera.
Una leggenda simile racconta invece che le mogli dei pescatori donassero al mare cesti di ingredienti che fossero di buon augurio per il ritorno sulla terraferma per i rispettivi consorti.
Un giorno, esse portarono sette ceste con altrettanti ingredienti e le onde del mare, il giorno dopo, le avevano mescolate facendo trovare loro il dolce, una pastiera.
Anche in questo caso, le sette strisce rappresentano i sette doni fatti, in questo caso, dalle mogli dei pescatori al mare.
La più suggestiva ipotesi sulle strisce è quella che racconta come rappresentino Decumani e Cardini della Napoli greco-romana: i tre decumani e i quattro cardini.
Si tratta, ovviamente, della più suggestiva ma anche questa con scarsa affidabilità storica come le altre due.