I sivoni sono una cicoria selvatica dal sapore dolce e leggermente agrumato simile a quello dell'ortica. Sono ricchi di omega3, ossia gli acidi grassi essenziali che tanto vengono decantati per la nostra salute. La loro preparazione può comprendere la cottura in acqua salata, quindi scolarli e unirli a cremami di fave per creare un piatto come la crema favo-sivonica. Sono anche utilizzabili in zuppe come la suppa cuata ai flavonoidi, abbinati a pane, cacio fresco e parmigiano grattugiato. La loro origine è legata alla cultura alimentare di vaste zone del Sud Italia.
Il sivone è detto infatti u s'vaun o u s’ von, nei vari dialetti che vanno dalla Basilicata alle Puglie.
Il pacco dono conteneva anche, tra le altre cose, una busta di fave secche... è troppo!
La tentazione di provare fave e sivoni è stata irrefrenabile.
Fave e sivoni 250 g fave secche 250 g sivone (cicoria selvatica) mondata e lavata 1/2 cipolla rossa olio evo e sale q.b
Se non si ha LEI...
... mettete le fave a bagno in acqua tiepida per una notte, poi scolarle e cuocere in acqua fino a che tenderanno a disfarsi (basterà un'oretta circa).
Con la pentola a pressione, invece, è un attimo: si risciacquano le fave e si mettono con tre bicchieri d'acqua a cuocere per 20 minuti dopo il fischio.
A parte lessare in acqua salata i sivoni mondati e tagliati a pezzi, quindi scolarli tenendo da parte l'acqua di cottura.
Con un cucchiaio di legno (e sì: anche col frullatore a immersione, perché no?) lavorare le fave a crema, allungando, se occorre con l'acqua di cottura della cicoria, quindi unire un filo d'olio pugliese, forte e piccante, per amalgamare.
Far appassire la cipolla a fuoco dolcissimo, quindi unire la crema di fave, far insaporire qualche minuto e aggiungere la cicoria.
Cuocere per pochi minuti, il tempo di amalgamare bene tutti i sapori.
C'è chi cuoce fino a che si crei una crema omogenea favo-sivonica, ma ognuno ha le sue preferenze, e in cucina è bene non avere dogmi.