La storia del caffè italiano inizia nel 1645 precisamente a Venezia, la prima città europea ad aprire la prima bottega del caffè. In questo segue Venezia l’esempio di Bisanzio, con cui da secoli ha forti relazioni commerciali. Prima di arrivare al 1600 a Venezia, sul caffè se ne sono raccontate tante: dalle sue radici nella mitica età dell’oro, alle tracce nel Libro dei Re, alla leggenda secondo cui l’arcangelo Gabriele, per svegliare Maometto da una potente sonnolenza, gli offrì 40 tazze di caffè nero.
Dov'è nato il caffè? Conoscete la terra d’origine del caffè? E’ l’Etiopia.
Il caffè arriva in Europa attraverso l’Africa orientale.
Anzitutto fiorisce nello Yemen e precisamente nella regione Mocha, da cui prende il nome la meravigliosa varietà di caffè, tanto amata anche dal nostro illustre connazionale Pellegrino Artusi che sostiene: “Il miglior caffè è pur sempre quello di Moka”.
A cavallo del ‘600 alcuni frati provarono a fare scomunicare la corroborante bevanda, sostenendo davanti al papa Clemente VIII che il caffè si debba “fermarlo prima che guasti le anime”.
I primi caffè in Italia
Tornando a Venezia, il primo caffè lo aprì un certo Pietro della Valle.
I mercanti di San Marco di adoperano nel commercio dell’oro nero, e, confezionandolo in preziose scatole di legno, argento e di vetro di Murano, lo fanno conoscere in tutta l’Europa.
Oltre al caffè, vi si servono cioccolata e rosòli, pasticcini e gelati.
Il Procope è l’antenato di illustri caffè italiani, molti dei quali tutt’ora esistenti, come il Florian in piazza San Marco, il Gran Caffè Gambrinus a Napoli o il Michelangiolo a Firenze.
L’Italia diventa presto la seconda patria del caffè.
Questo infuso in Italia trova la sua espressione più alta, viene valorizzato al massimo: è qui che si fa il miglior caffè del mondo!
Il caffè viene declinato in centinaia di modi diversi.
Qualche esempio: Espresso, ristretto, lungo, caffè filtro, cappuccino, Moka, macchiato, alla napoletana, shakerato, corretto, con gelato, affogato… solo per nominarne alcuni!