Il salame più buono d'Italia si produce nella patria dei taleggio.
E' il salame delle Grigne.
Due dei salami migliori d'Italia sono made in Valsassina: li producono a Pasturo papà Ivano Pigazzi, 64 anni, storico macellaio, e il figlio Claudio di 34, che è figlio anche d'arte, titolare dell'omonima azienda agricola.
Hanno primeggiato con il salame misto manzo e maiale e con il salame di maiale rosa stagionato nel fieno.
Il salame delle Grigne è un salame d'alpeggio antico, come lo si produceva il secolo scorso.
Asciugatura con stufa a legna, stagionatura in cantina a volte per circa 6 mesi e affinatura tra i profumi del fieno di monte che dà una nota inconfondibile al sapore e al profumo.
Il maiale ovviamente è allevato in modo sano, nel rispetto di tutte le regole di benessere animale.
E' nutrito a siero di latte, cereali e castagne.
Gli ingredienti sono solo le parti nobili del maiale: filetti, cosce e lonze.
E poi sale di Cervia, pepe, vino rosso locale, aglio, spezie naturali.
E soprattutto tanto amore e dedizione.
Puntiamo sulla qualità, non sulla quantità.
I salami vanno seguiti a seconda delle condizioni meteo, perché li teniamo in cantina, non in cella frigorifera.
I salami vengono confezionati solo d'inverno, proprio perché fatti come una volta, come 100 anni fa, non in cella frigorifera appunto e in maniera artigianale, seguendo la stagionalità.
Grazie a questo lavoro certosino e allo studio delle tradizioni, il salame delle Grigne di papà Ivano e del figlio Claudio ha conquistato i giurati durante la finale che si è disputata a Sasso Marconi in provincia di Bologna, nella splendida location di Fattoria Zivieri.
Hanno partecipato alla competizione più di 1.700 concorrenti da tutta Italia tra imprenditori agricoli e macellai.
Padre e figlio allevano una cinquantina di capi di bovini per la carne rossa e altrettanti suini.
Produciamo salami, cotechini, salsicce seguendo la tradizione e questo è molto apprezzato dai nostri clienti.