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Perché si dice pan per focaccia?

Giorgio Pellegrini
Giorgio Pellegrini
2025-08-18 15:20:57
Numero di risposte : 20
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Dite la verità…quasi tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo usato questa espressione. Un modo diciamo velatamente gentile riferito a chi ricambia con maggiore asprezza e risentimento una offesa o un torto ricevuto. Ma come è nata questa espressione? Ve lo svela TSD! Questo modo di dire ha radici molto antiche, la prima traccia scritta possiamo trovarla addirittura nell’ottava novella dell’ottavo giorno del Decamerone, è proprio in queste pagine, infatti, che Boccaccio usa la frase “Madonna, voi m’avete renduto pan per focaccia” in un dialogo tra la moglie di Zeppa e quella di Spinelloccio. Un’altra interpretazione vuole che l’espressione in questione, in origine, abbia avuto un significato positivo, a quanto pare si rifaceva alle usanze del buon vicinato: chi preparava delle focacce con la farina ricevuta in prestito ne donava una al suo vicino che ricambiava con del pane.
Franco Battaglia
Franco Battaglia
2025-08-11 09:41:26
Numero di risposte : 13
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Questo modo di dire si utilizza quando si vuol far intendere di aver ricambiato, nella stessa maniera o addirittura in modo peggiore, un’offesa, un torto o un danno che si sono subiti. L’origine vera e propria del motto è sconosciuta, ma qualcuno la fa risalire addirittura già all’antica Roma, quando era in uso un’espressione piuttosto simile nel significato, ovvero “Par pro pari referre“, talvolta usata anche come “Par pari hostimentum dare” oppure “Nulli nocendum: siquis vero laeserit, multandum simili iure“. Presumibilmente il detto deriva dall’usanza, tipica dei dei viandanti medievali, di portare con sé un pane fatto con cereali poveri, anziché con il frumento, poco lievitato, e perciò duro ma facilmente trasportabile perché difficile da ammuffire e facile invece da inzuppare nelle varie zuppe preparate durante il viaggio. Visto che erano considerati un prodotto molto meno pregiato del pane vero e proprio, fatto appunto con farina di frumento, con il tempo venne a prendere corpo l’espressione per cui “rendere pan per focaccia” significasse proprio vendicarsi con la stessa moneta di un torto subito. Anche Boccaccio, nel suo Decameron, usa questa espressione, in particolare nell’ottava novella, dove la moglie di Zeppa dice alla moglie di Spinelloccio “Madonna, voi m’avete renduto pan per focaccia”. Un altro modo per indicare la stessa cosa può essere rendere la pariglia.

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Salvatore Caruso
Salvatore Caruso
2025-07-29 13:12:17
Numero di risposte : 22
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Il modo di dire, che è tuttora molto diffuso, in origine aveva anche un significato positivo riferendosi alle usanze di buon vicinato quando cioè chi aveva cotto delle focacce, fatte con della farina ricevuta in prestito ne donava qualcuna al suo vicino che ricambiava con del pane. Al torto si risponde con un torto ancora maggiore. Inoltre già nell'antica Roma erano in uso espressioni simili come "Par pro pari referre", "Par pari hostimentum dare" o "Nulli nocendum: siquis vero laeserit, multandum simili iure". Italia: Occhio per occhio, dente per dente.
Valentina Vitale
Valentina Vitale
2025-07-29 12:30:44
Numero di risposte : 20
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La frase è riferita a chi ricambia con eguale o maggiore asprezza una offesa, un torto o un danno ricevuti. Il detto deriva probabilmente da una usanza dei viandanti medievali che portavano con sè un pane fatto con cereali poveri, anzichè con il frumento, poco lievitato, quindi duro ma facilmente trasportabile in quanto ammuffiba difficilmente e poteva essere inzuppato nelle varie zuppe preparate lungo il viaggio. Questi pani venivano cotti direttamente sulla brace e perciò chiamati focaccia e erano un prodotto molto meno pregiato del pane vero e proprio fatto con farina di frumento, quindi “rendere pan per focaccia” significa proprio ricambiare un torto.

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Costanzo Morelli
Costanzo Morelli
2025-07-29 11:20:12
Numero di risposte : 13
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L’origine di questa espressione sembra derivare da una pratica alimentare medievale. I viaggiatori e i pellegrini portavano con sé un tipo di pane fatto con cereali poveri, meno raffinati rispetto alla farina di frumento. Questo pane, poco lievitato e duro, aveva il vantaggio di conservarsi a lungo senza ammuffire e poteva essere inzuppato nelle zuppe per ammorbidirlo. Tuttavia, era considerato un prodotto inferiore rispetto alla focaccia, che veniva cotta direttamente sulla brace ed era più pregiata. Da qui il significato figurato della locuzione: “rendere pan per focaccia” significa rispondere a un’azione, generalmente negativa, con un’altra di pari valore, proprio come se, invece di restituire la focaccia più pregiata, si restituisse il pane più povero e meno apprezzato. In altre parole, è un invito alla reciprocità, ma con una sfumatura di vendetta o rivalsa.
Santo Pellegrino
Santo Pellegrino
2025-07-29 11:15:16
Numero di risposte : 17
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Prendi ad esempio "rendere pan per focaccia": è uno dei detti più antichi della nostra cultura e presuppone la vendetta. Questo modo di dire si usa quando, in cambio di un'offesa, ne provochiamo una ancora più grossa. Possiamo dire che "render pan per focaccia" sia un sinonimo di "occhio per occhio dente per dente" o "ribattere colpo su colpo", ma è ancor più dispregiativo. Con le ultime due espressioni c'è un senso di equità, invece "pan per focaccia" è una vendetta effettuata con maggior asprezza, una reazione a un'offesa, un danno, un torto qualsiasi. Secondo la saggista, questa espressione è sempre stata travisata, perfino da Dante e Boccaccio. Il significato sarebbe molto positivo e si rifarebbe alle usanze di buon vicinato: quando qualcuno riceveva in prestito della farina, faceva delle focacce per tutti i vicini di casa che, da par loro, ricambiavano con del pane in un loop infinito di buone maniere che si sarebbe protratto nel tempo.

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Danny Vitale
Danny Vitale
2025-07-29 10:35:33
Numero di risposte : 19
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L'espressione rendere pan per focaccia è riferita a chi ricambia con eguale o maggiore asprezza una offesa, un torto o un danno ricevuti. Di significato simile ai modi di dire occhio per occhio dente per dente o colpo su colpo. L'origine del motto è sconosciuta, ma già nell'antica Roma erano in uso similari sentenze come «Par pro pari referre», «Par pari hostimentum dare» o «Nulli nocendum: siquis vero laeserit, multandum simili iure». Secondo una diversa interpretazione l'espressione aveva in origine un significato positivo poiché si rifaceva alle usanze di buon vicinato quando cioè chi aveva cotto delle focacce, fatte con della farina ricevuta in prestito ne donava qualcuna al suo vicino il quale ricambiava con del pane: quindi una grande pagnotta per delle piccole focacce.