:

Cos'è una slerfa genovese?

Lorenzo Giuliani
Lorenzo Giuliani
2025-08-08 20:14:50
Numero di risposte : 19
0
Una slerfa è 1/8 di leccarda, che equivale a 150~200 grammi. Naturalmente la si può richiedere anche a peso, però sappiate che esistono vere e proprie unità di misura: Slerfa o leppa. I personaggi, i luoghi, gli avvenimenti che raccontano la nostra storia. Discendente dalla scripilita degli antichi romani e diffusa a Genova già in epoca medievale, prese il nome di fugässa a partire dal XIII secolo. La focaccia genovese (a fugässa) è cotta e servita in tutti i borghi e le città della Riviera ligure. Slerfa o leppa
Elena Santoro
Elena Santoro
2025-08-01 01:37:59
Numero di risposte : 29
0
SLERFA: unità di misura della focaccia. Sleppa (o slerfa) (corrispondente a 1/8 di leccarda, che equivale a 150~200 g.) Con il tempo si sono italianizzate trovando spazio nel linguaggio comune di ogni genovese. In molti forni dell'entroterra savonese i testi di cottura erano e sono circolari di circa 30~40cm di diametro, pertanto all'acquisto si può richiedere una ruota di focaccia o mezza ruota o un quartino o altra frazione Ma esistono molti altri modi di dire, tra il serio e il faceto, per trovare la giusta unità di misura da utilizzare in ogni occasione. Il comico "zeneize" Fabrizio Casalino, tempo fa, aveva fatto un piccolo elenco: Inziamo dal prodottto genovese più conosciuto nel mondo: la focaccia. Ecco quali: Sleppa (o slerfa) (corrispondente a 1/8 di leccarda, che equivale a 150~200 g.) Esistono misure ben precise per individuare la quantità di focaccia da comprare dal fornaio, oltre al peso.
Kristel Battaglia
Kristel Battaglia
2025-08-01 01:31:24
Numero di risposte : 21
0
La Focaccia non si compra a etti ma a slerfe SLERFA: unità di misura della focaccia. D'altronde non so voi ma io non saprei come comprare la focaccia se non a "slerfe".
Giordano Conti
Giordano Conti
2025-08-01 00:27:43
Numero di risposte : 17
0
Il nome della focacceria è già un programma: La Slerfa, parola dialettale, usata come unità di misura genovese per la focaccia, equivalente a circa 100-150 grammi o a 1/8 di leccarda – la teglia in alluminio usato per cuocerla – il cui nome pare derivi proprio dal verbo leccare in genovese “leccâ”. La Slerfa è aperta tutti i giorni (tranne il martedì) dalle 10.30 alle 20.30. Potete mangiare (e bere) sul posto. nei tavoli con sgabello esterni, o fare take away a casa, ma anche ordinare direttamente al numero 3515694661 o usando coscienziosamente i delivery con cui hanno accordi Just Eat e Uber Eats. La Focaccia genovese (“a fügassa”) della Slerfa è prodotta direttamente con le loro mani, nel laboratorio interno al piano superiore del locale, usando prodotti tipici liguri di prima qualità. La si può consumare già a colazione, come “rompi digiuno” nella mattinata o come aperitivo-antipasto. È tradizionalmente accompagnata con un piccolo bicchiere di vino bianco a Genova detto “gianchetto”. Noi genovesi abbiamo la buona abitudine di inzupparla nel cappuccino o nel latte come colazione, ululando qualche volta per l’incredibile retrogusto dolce salato. Alla Slerfa, la focaccia viene proposta nelle sue varianti più acclamate: come quella “da sballo” con le cipolle, le gustose olive taggiasche, i pomodorini freschi, e altre con verdure di stagione. Notizia gradita ai vegetariani e non: in nessuna è presente strutto o altro grasso animale, scelta che permette a tutti di poterla mangiare tranquillamente ed è garanzia di un prodotto più genuino leggero e facilmente digeribile.
Giuseppina Parisi
Giuseppina Parisi
2025-07-31 22:31:56
Numero di risposte : 26
0
Quando ne vogliamo un pezzo utilizziamo l’unità di misura sotto forma di “slerfa” o “striscia”, i nostri nonni la gustavano con il vino bianco e vi consigliamo di provarla a metà mattinata o verso le 18,00. La storia della focaccia genovese parte dai tempi dei Fenici che avevano l’abitudine di impastare qualcosa di simile alla farina con acqua e olio, nel ‘500 i genovesi dell’antica Repubblica cominciano a fare la focaccia impastandola con l’olio d’oliva. Per noi della Superba è semplicemente la focaccia. Oggi è una sorta di istituzione in città, se ne producono circa 1600 tonnellate l’anno e nuove focaccierie stanno aprendo in ogni angolo di Genova, creando innumerevoli varianti della focaccia, oramai consolidate nel tempo. La focaccia genovese o come la chiamavano i nostri nonni “fugässa”, la si può mangiare sempre, 24 ore su 24.
Sabrina Ferri
Sabrina Ferri
2025-07-31 22:23:58
Numero di risposte : 17
0
La focaccia genovese accompagna le giornate degli abitanti della città dei caruggi fin dall’infanzia, gustata a colazione, a merenda, per l’aperitivo, all’uscita da scuola o come spuntino. Insomma, è sempre l’ora di una gustosa slerfa de fügassa. La focaccia genovese è un lievitato che si prepara con pochi ingredienti: farina, lievito, acqua, malto, olio extravergine d’oliva, sale e in molti panifici si utilizza anche lo strutto. Ha forma rettangolare e si caratterizza per essere sottile, morbida al cuore, ma croccante sopra e sotto: il colore è dorato, tendente al chiaro e in bocca il gusto è rotondo, avvolgente, merito dell’olio extravergine d’oliva che la rende unta al punto giusto. Il tratto distintivo che la rende unica è quello di essere ben alveolata in superficie: i buchi che si vedono, infatti, altro non sono che le impronte del fornaio impresse al momento della “stampatura” facendo una leggera pressione dei polpastrelli sull’impasto steso nella teglia e cosparso con una generosa salamoia a base di acqua, olio extravergine d’oliva e sale. L’emulsione si raccoglie all’interno delle cavità, concentrando proprio lì tutto il sapore al momento del morso.