La caccia al cinghiale è aperta in autunno-inverno, solitamente da ottobre a gennaio. Maggio è di solito abbinato a feste “primaverili”, dove troneggiano fiori e frutti, ma questo tipo di carne è perfetta anche in una stagione in cui si tende ad alimentarsi in maniera più leggera. Il cinghiale, dal temperamento aggressivo, si nutre di ghiande, semi, insetti e, a piccole dosi, può essere considerato utile all’ecosistema boschivo dato che calpesta i semi in profondità. Non è certo semplice cucinare il cinghiale. Orecchioni al cinghiale, tagliatelle e polenta con il ragù. Non mancano poi i salumi, ben diversi dagli specchietti per le allodole composti principalmente di carne di maiale. Sono comunque tante le pietanze a base di cinghiale che mettono l’acquolina in bocca: gli stinchi, i rosticini, gli stufati con le costole e persino la trippa. Meriterebbe fare un salto alla sagra solo per mangiare il cinghiale in salmì, preparato con carne marinata per un’intera giornata nel vino e con aromi vegetali per poi essere cotta a fuoco lento, immersa nel sugo di pomodoro.