In base all'età dell'animale, potrete procedere diversamente: se molto giovane (3-6 mesi) il cinghiale non necessiterà di marinatura perché le sue carni sono già molto tenere e dal sapore più delicato; un capo più adulto (tra i sei mesi e due anni di vita) presenta carni ancora tenere ma un gusto più deciso ed è consigliabile una leggera marinatura a freddo; per i cinghiali più maturi che arrivano a cinque o sei anni di età la marinatura cotta è necessaria per attenuare il sapore forte della selvaggina e "rompere" le fibre, rendendo la carne tenera e pronta alla cottura.
In alternativa alla marinatura, è possibile attenuare il sapore della selvaggina congelando per 48 ore la carne di cinghiale e lasciandola scongelare lentamente in frigo prima d'iniziare la vostra ricetta.
Per la marinatura a freddo, ideale per i piccoli capi, vi basterà riporre la carne in una ciotola piena di acqua e sale e lasciarla riposare in frigorifero per 12 ore o una notte intera.
Trascorso il tempo necessario, eliminate l'acqua e lasciate nuovamente la carne in ammollo per 12 ore in una marinatura a base di vino rosso e aceto in eguali quantità, aggiungendo anche uno spicchio di aglio, foglie di alloro o salvia, oppure cipolla, sedano e carote (in base al gusto e alla preparazione che avete in mente); dopo questa seconda fase di marinatura, la carne risulterà tenera e "sfibrata" al punto giusto.
La marinatura cotta è un passaggio ulteriore, necessario solo per i capi più maturi le cui carni sono davvero fibrose e intense nel sapore: consiste nel cuocere la carne (dopo averla marinata a freddo) per 10 minuti in acqua bollente, a fuoco lento.